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Papa: vede presidente Iraq Barham Saleh, pace in primo piano

Il presidente dell'Iraq a colloquio con Papa Francesco KEYSTONE/AP/DS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2020 - 11:37
(Keystone-ATS)

Papa Francesco ha ricevuto in udienza Barham Saleh, Presidente dell'Iraq. L'incontro in Vaticano è durato 25 minuti circa e in primo piano è stata la questione della pace in una terra investita da anni e anche in questi giorni da tensioni.

Il pontefice ha donato al Presidente un'opera in cui è riportata la scritta "Il deserto diventerà un giardino". "Questo è il mio desiderio: che i deserti diventino giardini", ha detto il Papa, secondo quanto riferito dai presenti all'incontro. E il Presidente iracheno ha commentato: "Ora sono i giardini che diventano luoghi di guerra".

Barham Saleh ha portato in dono al Papa una riproduzione in argento della stele di Hammurabi, "un simbolo di pace", ha sottolineato il politico iracheno. Il Papa ha accolto il dono aggiungendo: "Volevo che mi portasse una carta di identità" che attestasse "Papa Francesco figlio del figlio del figlio di Abramo", con riferimento al fatto che proprio da Ur dei Caldei, in Iraq, partì Abramo, padre delle tre religioni monoteiste.

La situazione dei cristiani in Iraq e i conflitti che affliggono l'area sono stati i temi al centro dell'incontro tra il Papa e il Presidente dell'Iraq. "Durante i cordiali colloqui - sottolinea una nota diffusa in Vaticano -, sono stati evocati i buoni rapporti bilaterali e ci si è soffermati sulle attuali sfide del Paese, sull'importanza di favorirne la stabilità e il processo di ricostruzione, incoraggiando la via del dialogo e della ricerca di soluzioni adeguate a favore dei cittadini e nel rispetto della sovranità nazionale. Nel prosieguo della conversazione è stata rilevata l'importanza di preservare la presenza storica dei cristiani nel Paese, di cui sono parte integrante, e il significativo contributo che essi apportano alla ricostruzione del tessuto sociale, evidenziando la necessità di garantire loro sicurezza e un posto nel futuro dell'Iraq. Infine, ci si è soffermati - riferisce ancora il comunicato della Santa Sede - sui diversi conflitti e le gravi crisi umanitarie che affliggono la Regione, sottolineando l'importanza degli sforzi compiuti con il sostegno della comunità internazionale per ristabilire la fiducia e la convivenza pacifica".

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