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Si chiama papa Francesco come il santo che sfidò Saladino, e ha colto l'occasione del primo messaggio vaticano per il Ramadan del suo pontificato per firmarlo personalmente, rivolgendosi ai musulmani di tutto il mondo. Ovviamente senza alcun intento proselitistico, anzi, con chiara volontà di dialogo.

"Siamo chiamati a rispettare la religione dell'altro, i suoi insegnamenti, simboli e valori. Uno speciale rispetto - afferma papa Bergoglio - è dovuto ai capi religiosi e ai luoghi di culto. Quanto dolore arrecano gli attacchi all'uno o all'altro di questi". Nel manifestare rispetto, il Pontefice aggiunge: "cerchiamo semplicemente di condividerne la gioia, senza fare riferimento al contenuto delle loro convinzioni religiose".

"Quest'anno, il primo del mio Pontificato, - scrive il pontefice - ho deciso di firmare io stesso questo tradizionale messaggio e di inviarvelo, cari amici, come espressione di stima e amicizia per tutti i musulmani, specialmente coloro che sono capi religiosi. Come tutti sapete, quando i Cardinali mi hanno eletto come Vescovo di Roma e Pastore Universale della Chiesa cattolica, ho scelto il nome di Francesco, un santo molto famoso, che ha amato profondamente Dio e ogni essere umano, al punto da essere chiamato "fratello universale Egli ha amato, aiutato e servito i bisognosi, i malati e i poveri; si è pure preso grande cura della creazione".

Il presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso Jean Louis Tauran, ai microfoni di Radiovaticana, osserva che quella presa oggi dal Papa "è un'iniziativa tutta sua, personale. Credo che con essa - spiega il porporato francese - egli abbia voluto manifestare il grande rispetto che ha per i fedeli dell'Islam".

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SDA-ATS