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Il Papa che non vuole essere considerato un "idolo", ha ricevuto un trattamento da star, oggi, nella favela Varginha a Manguinhos, una delle baraccopoli più piccole nella zona nord di Rio de Janeiro, scelta per una visita del pontefice in occasione della Giornata mondiale della gioventù (Gmg).

L'arrivo di Bergoglio è stato salutato come un giorno "storico" e "molto speciale" da Rangler dos Santos Irineu, il giovane incaricato di leggere il discorso di benvenuto dei residenti al pontefice. "Questo è uno dei tanti luoghi occupati dai dimenticati dalla società e dal potere pubblico", ha continuato il ragazzo, che non ha risparmiato toni critici nei confronti delle autorità locali, ricordando che la favela è stata "oggetto di attenzioni" solo dopo l'annuncio della visita del Papa.

Uno dei più privilegiati dalla visita è stato Manoel José da Penha: proprio in casa sua ha deciso di entrare Bergoglio, per un incontro privato e senza telecamere di circa 15 minuti.

Quest dopo una passeggiata lungo le viuzze della bidonville, che ha mandato letteralmente in delirio gli abitanti. Saluti, foto, sorrisi, abbracci e baci ai bambini: il Santo Padre ancora una volta non si è negato a nessuno, riempiendo di gioia le centinaia di persone accorse per vederlo.

"Ora che il Papa ci ha dato la sua benedizione, il potere pubblico non potrà più scordarsi di noi", ha sottolineato Paulo Raimundo Barbosa, presidente della locale Associazione dei residenti.

E anche i più scettici alla fine si sono arresi al carisma di Bergoglio: "Sono evangelico, ma è impossibile ignorare l'importanza di questo momento" ha osservato Getulio Muller, calciatore della piccola comunità carioca.

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SDA-ATS