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Un clima di tensione regna oggi nella capitale del Paraguay.

KEYSTONE/AP/JORGE SAENZ

(sda-ats)

Un clima di tensione regna oggi nella capitale del Paraguay, dopo le violente proteste scoppiate ieri contro l'approvazione da parte del Senato - in circostanze discutibili - di una riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione del presidente.

Colonne di fumo si alzano ancora dalla sede del Parlamento, presa d'assalto e incendiata da manifestanti contrari alla riforma, unità antisommossa sono dispiegate in vari punti del centro di Asuncion e la polizia ha disposto posti di blocco.

La stampa, d'altra parte, ha dato maggiori dettagli sulla morte di Rodrigo Quintana, un militante dell'oppositore Partito Liberale Autentico (Pla) ucciso dalla polizia durante una perquisizione violenta di una sede del gruppo politico.

Il deputato Amado Florentin, che si trovava nella sede del Pla in quel momento, ha raccontato che si è identificato in quanto vicepresidente della Camera dei Deputati e ha cercato "di fermare gli agenti nella loro pazzia violenta", ma si è visto rispondere dagli agenti che "per noi non ci sono deputati" e che non intendevano soccorrere il giovane ferito, che giaceva per terra coperto di sangue.

Il presidente Horacio Cartes ha emesso un comunicato durante la notte nel quale ha invocato la calma, accusando "un gruppo di paraguayani, annidati nella politica e nei media" di essere i responsabili della violenza, "per conseguire il loro obiettivo di distruggere la democrazia e la stabilità del Paese".

SDA-ATS

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