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Tre giorni prima degli attentati del 13 novembre, il fuggitivo Salah Abdeslam incontrò la sua giovane fidanzata a Bruxelles e "scoppiò a piangere" davanti a lei, un "comportamento poco abituale".

Lo ha raccontato la ragazza nel suo interrogatorio con la polizia belga, i cui verbali sono citati da diversi media francesi.

I due mangiarono insieme, in uno snack bar della periferia bruxellese, in un clima di forte commozione, anche da parte di Fatima, che era "preoccupata per la loro relazione", anche se non aveva indizi sulle intenzioni del suo fidanzato. Lui poi se n'è andò, dicendo che "aveva qualcosa da fare".

Il giorno dopo Salah prova a richiamarla, ma lei non risponde. Poi la contatta da un cellulare con numero tedesco, dicendole che "sarebbe partito per qualche giorno". Lei si preoccupa, pensando che lui stia tentando di partire per la Siria, come già voleva fare a dicembre del 2014.

Una cosa che aveva sempre stupito la ragazza, dato che non si trattava di un religioso strettamente osservante: beveva, fumava spinelli, usciva nei club con gli amici e "non pregava neanche all'ora giusta".

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SDA-ATS