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Parigi: aggressore, non sopportavo caricature Maometto

Per Hassan Alì le caricature del profeta erano "insopportabili". KEYSTONE/EPA/IAN LANGSDON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 settembre 2020 - 20:38
(Keystone-ATS)

"Pensavo fossero due giornalisti di Charlie Hebdo". Il giorno dopo, l'autore dell'attentato alla ex redazione del giornale satirico parigino, racconta la sua verità.

Hassan Alì - questo sarebbe il nome completo del pachistano - ha spiegato che quelle caricature del profeta erano per lui "insopportabili". "Ero furioso", avrebbe aggiunto, secondo quanto filtrato dagli interrogatori.

Gli inquirenti continuano a scavare sul presente ma anche sul passato di Hassan Alì, che continua a sostenere di avere 18 anni anche se ne dimostra parecchi di più. Era stata questa l'impressione anche dei servizi sociali che lo avevano accolto nel 2018, quando era arrivato, minorenne isolato, in Francia. Ma le indagini non hanno mai appurato realtà diverse da quelle raccontate da Alì.

Indirizzo sbagliato

Il giovane, secondo quanto trapelato, potrebbe aver cliccato su qualche sito per cercare l'indirizzo di Charlie Hebdo. Alcune pagine web non aggiornate forniscono ancora quello di rue Nicolas Appert, che la redazione del giornale ha abbandonato dopo la strage per trasferirsi in una specie di bunker guardato a vista da decine e decine di poliziotti. E soprattutto, sconosciuto.

Il primo ministro Jean Castex, questa mattina, è andato a sorpresa e senza giornalisti in prefettura per rendere omaggio alla polizia e alle operazioni di ieri. L'Eliseo si è messo in contatto con le famiglie delle due vittime, che sono state operate e sono fuori pericolo. Emmanuel Macron, invece, ha fatto soltanto sapere che non si esprimerà sull'accaduto.

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