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"Ancora una volta, come nel caso degli attacchi di gennaio scorso, hanno colpito uomini freddi, determinati e militarmente preparati, armati con fucili di assalto": lo afferma il direttore della Rivista italiana Difesa (Rid), Pietro Batacchi in un editoriale.

"La cosa che più inquieta - prosegue - è la sua dinamica e la complessità. Questa volta gli obbiettivi sono stati ancor più numerosi ed il livello di coordinamento maggiore, in più sono comparse anche le cinture esplosive. Un salto di qualità notevole".

"Nel complesso sembra trattarsi di un'azione di vaste proporzioni, ben pianificata e condotta da più gruppi di fuoco, che denota un'organizzazione di un certo tipo che ha a disposizione una rete di supporto logistica e di contatti strutturata", sottolinea Batacchi.

"La comparsa delle cinture esplosive è la testimonianza più chiara della presenza di un'organizzazione logistica e della disponibilità di appartamenti e rifugi sicuri dove poter assemblare e preparare gli ordigni. Gli stessi membri dei commando, come del resto accaduto per gli attacchi contro Charlie Hebdo, potrebbero essere persone che hanno combattuto in Siria o in Iraq, o su uno dei tanti fronti dello Jihad, che hanno fatto rientro poi in Europa. Cittadini europei, ma anche non europei islamici residenti in Europa".

"Due attacchi del genere - avverte il direttore Rid - in pochi mesi significano che nell'area metropolitana di Parigi esiste un network ed un radicamento di cellule terroristiche che le autorità francesi non sono state capaci di infiltrare e, dunque, di controllare e smantellare". "Alcune aree della cintura parigina sono ormai praticamente fuori controllo e costituiscono veri e propri santuari in cui cellule terroristiche possono tranquillamente radicarsi, prepararsi e poi colpire".

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SDA-ATS