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"Tutti gli europei sono invitati a unirsi a un minuto di silenzio in memoria delle vittime" degli attentati di Parigi "lunedì a mezzogiorno". Lo hanno detto i leader dei 28 e dell'Ue in una dichiarazione congiunta straordinaria.

"Si tratta di un attacco contro tutti noi. Faremo fronte a questa minaccia insieme, con tutti i mezzi necessari e una determinazione senza fallo", anno anche affermato i leader dei 28 stati e e quelli delle istituzioni europee. Gli attentati di Parigi avranno "il risultato inverso di quello cercato e che era di dividere". Il 13 novembre sarà "un giorno di lutto europeo".

"Il bene è più forte del male. Tutto quello che può essere fatto a livello europeo per garantire la sicurezza della Francia sarà fatto", così come il "necessario per vincere l'estremismo, il terrorismo e l'odio", sottolinea la dichiarazione congiunta straordinaria.

Le indagini intanto proseguono. Finora è stato appurato che un terrorista aveva la nazionalità francese. Sono inoltre stati trovati passaporti stranieri accanto ai corpi dilaniati dei kamikaze, uno siriano ed uno egiziano.

Il ritrovamento sul corpo dei uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere vicino allo Stade de France di un passaporto siriano indica quella che il Figaro, che fa il punto su quel poco che al momento si sa delle indagini, chiama "la pista siriana". "Un'ipotesi di lavoro", precisano le fonti degli inquirenti, la cui autenticità deve essere verificata dai servizi di sicurezza francesi in collaborazione con i colleghi europei.

Il passaporto, comunque, potrebbe confermare il fatto che uno o più membri del commando che hanno seminato terrore e morte a Parigi si siano addestrati alla jihad in Siria. Cosa che spiegherebbe anche l'alta capacità militare dimostrata durante l'attacco: secondo quanto riportato dai testimoni i terroristi sono apparsi "agguerriti e ben addestrati, molto giovani e sicuri". Insomma il profilo di "combattenti stranieri". La notizia del ritrovamento del passaporto egiziano è stata diffusa dai media arabi.

È stata invece possibile attraverso il controllo delle impronte digitali l'identificazione del corpo di un francese, quindi noto ai servizi di sicurezza, tra quelli dei terroristi uccisi al teatro di Bataclan. Gli inquirenti sperano di avere altri riscontri - impronte, DNA - dagli esami autoptici in corso all'Istituto di medicina legale sui corpi degli altri terroristi.

Le piste che stanno seguendo gli inquirenti francesi in queste ore si allargano poi ad altri paesi europei, dal momento che, secondo alcuni testimoni, gli assalitori sono stati visti in un'auto con la targa belga, cosa che lascia aperta l'ipotesi dell'arrivo di una squadra di terroristi dal Belgio.

Il quotidiano belga DH online afferma peraltro che tre degli attentatori di Parigi sarebbero belgi e proverrebbero dal quartiere di Molenbeek di Bruxelles, da cui provenivano già alcuni dei terroristi del blitz di gennaio in Belgio.

E dalla Germania questa mattina sono arrivate le dichiarazioni del primo ministro bavarese Horst Seehofer che ha detto che vi sono "ragionevoli elementi per credere" che un uomo arrestato lo scorso cinque novembre fosse collegato al gruppo dei terroristi di Parigi. L'uomo, 51enne del Montenegro, è stato fermato a bordo di un'auto dove erano nascoste mitragliette ed esplosivo, trovate dalla polizia durante un controllo di routine. Dai documenti di viaggio risultava che l'uomo fosse diretto a Parigi.

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SDA-ATS