Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

"Che cosa devo fare? Non ci possiamo fare intimidire". La signora preferisce non dire il suo nome davanti ai taccuini dei giornalisti, ma non si sottrae alle domande sulla strage avvenuta ieri a due passi da casa sua nel teatro Bataclan.

"Ero in casa ed ho sentito i colpi d'arma da fuoco e le urla della gente che scappava", aggiunge la donna, sulla sessantina, con sotto braccio una copia dei un quotidiano francese con il titolo a caratteri cubitali "La guerra nel pieno di Parigi". La signora dice di non avere accolto nessuno, ma solo perché nessuno si è presentato altrimenti avrebbe "aperto le porte" di casa sua. Se ora abbia paura? "Sì certo, siamo tutti sotto shock e sconvolti, ma non possiamo farci intimidire".

Nel luogo divenuto il simbolo degli attacchi multipli di ieri sera, la gente sembra intenzionata a non modificare le proprie abitudini di vita. Un paio di persone hanno attraversato il viale a qualche decina di metri dal luogo della strage in pantaloncini e scarpe da ginnastica per il consueto jogging mattutino.

Altri hanno affollato l'edicola ed i fornai. Una ragazza una ventina d'anni, ferma con la sua bici a ritirare le banconote, non resiste all'emozione e scoppia in lacrime quando le si chiede di ieri sera: "Ero in casa ed ho sentito gli spari. Cosa posso dire? Sono sconvolta...". Eppure anche lei è uscita per le normali commissioni di un sabato mattina: "Non possiamo dargliela vinta", si limita a dire.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS