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La secondina e l'innamorato che ha aiutato a evadere

KEYSTONE/KAPO ZUERICH/KAPO ZH

(sda-ats)

"Non è certamente un angioletto", ma è stato condannato "anche per delitti che non ha commesso". L'ex secondina che in febbraio ha aiutato un detenuto siriano ad evadere dal penitenziario Limmattal di Dietikon (ZH) parla per la prima volta dei motivi della fuga.

In un'intervista pubblicata oggi dalla "Weltwoche", la 32enne - estradata dall'Italia alla metà di aprile e nel frattempo a piede libero - afferma di avere iniziato a pensare ad una fuga, con l'uomo di cui si è innamorata, il 3 dicembre 2015, quando il 27enne è stato condannato in prima istanza a 4 anni di detenzione per stupro.

A detta della ex guardia carceraria, il 27enne - pregiudicato per reati a sfondo sessuale e finito nuovamente in tribunale con l'accusa di aver abusato di una 15enne fuori da un locale a Schlieren (ZH) - "non è il delinquente sessuale senza scrupoli, come è stato descritto".

L'uomo ha fatto ricorso contro la condanna di prima istanza e prossimamente la vicenda sarà giudicata dal Tribunale cantonale. L'ex secondina dice di sperare in una revisione della sentenza.

Fra i motivi che l'avrebbero spinta a fuggire con il 27enne, la 32enne cita anche i rapporti con suo marito, dal quale viveva separata, e il previsto trasferimento del siriano in un altro penitenziario.

Nell'intervista la donna parla anche del periodo passato in Italia dopo la fuga: una vita normale, con "molto sport, passeggiate e lunghe discussioni". Presto la coppia si è però resa conto di non potere continuare a lungo a vivere in quel modo.

La donna riconosce inoltre che la decisione di trasmettere ai media un video girato nell'appartamento nella provincia di Bergamo nel quale i due sono stati in seguito arrestati è stata "piuttosto ingenua". "Volevamo mostrare che le cose non sono come molti pensano".

"Non volevamo partire per la Jihad", assicura l'ex secondina. La donna intende ora aspettare l'uomo che ha conosciuto e di cui si è innamorata all'interno della prigione. "Se un giorno dovesse essere espulso dalla Svizzera - aggiunge -, lo seguirò".

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SDA-ATS