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Parlamentari federali, 3 su 4 incassano soldi da mandati accessori

Molto lavoro, e molti soldi, anche fuori dall'aula. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2020 - 12:43
(Keystone-ATS)

Tre parlamentari federali su quattro incassano soldi da attività o mandati accessori: la quota - che per i consiglieri agli Stati è superiore, pari all'80% - potrebbe aumentare ulteriormente, visto che la legislatura è appena cominciata.

Un esponente grigionese percepisce oltre 400'000 franchi grazie solo a tre consigli di amministrazione.

A puntare i riflettori sugli introiti dei rappresentanti del popolo e dei cantoni a Berna è l'NZZ am Sonntag, che ha setacciato il registro degli interessi degli eletti. Da dicembre i parlamentari non sono più tenuti solo a indicare i loro mandati in aziende, associazioni e fondazioni, ma anche se sono pagati per le loro attività. Dai dati emerge che i 246 deputati e senatori accumulano 1650 mandati, ovvero una media di 7 a persona, il 45% dei quali è dichiarato remunerato.

Secondo il domenicale i numeri lieviteranno ulteriormente, perché dopo le elezioni dello scorso ottobre a Palazzo federale si sono presentati molti nuovi esponenti che allacceranno lucrativi contatti con il mondo esterno, arrotondando la remunerazione di circa 90'000 franchi che dà il seggio. Molti andranno o sono già andati a ingrossare le file di vari comitati messi in piedi da associazioni o aziende: gruppi in cui i parlamentari discutono di vari temi e per cui ottengono compensi. L'interesse di chi paga? Essere a conoscenza presto di quanto avviene al Nazionale e agli Stati, per poi poter influire sull'iter legislativo.

Secondo Transparency International, organizzazione che lotta contro la corruzione, questo stato di cose porta i parlamentari ad essere dipendenti e favorisce i conflitti di interesse: in particolare quando i compensi raggiungono importi a cinque o sei cifre. È per esempio il caso - riporta la NZZ am Sonntag - del consigliere agli Stati Joseph Dittli (PLR/UR), che riceve 140'000 franchi quale presidente a tempo parziale di Curafutura (come successore di Ignazio Cassis), una delle organizzazioni mantello degli assicuratori. Il consigliere nazionale Lorenz Hess (PBD/BE) ottiene la stessa somma per la funzione di presidente del consiglio di amministrazione di Visana.

A un livello ancora più elevato si muove il senatore grigionese Martin Schmid (PLR), che vede i suoi conti bancari lievitare di oltre 400'000 franchi all'anno già solo per 3 dei suoi 18 mandati: incassa 226'000 franchi come consigliere di amministrazione del fornitore di medicinali Siegfried e rispettivamente 105'000 e 97'000 franchi per posizioni analoghe presso l'assicuratore Swiss Life (per solo sette mesi) e l'azienda elettrica Repower.

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