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C'è ancora da discutere.

KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

Riprendono stamane i lavori alle Camere federali. Come ieri, l'agenda del Consiglio nazionale (dalle 08.00) prevede la continuazione del dibattito sul progetto previdenza 2020. Le discussioni proseguiranno anche nel pomeriggio (15.00-19.00).

La conclusione delle deliberazioni è attesa per oggi. Riguardo questo grande "cantiere", già esaminato una prima volta dagli Stati, ieri sono cadute le prime importanti decisioni. Il plenum ha deciso di innalzare l'età di pensionamento delle donne da 64 anni a 65, equiparandola a quella degli uomini.

Il Nazionale si è anche espresso per un età di pensionamento flessibile: uomini e donne potranno riscuotere anticipatamente a partire dai 62 anni tutta o parte della loro rendita oppure posticiparne la riscossione fino all'età di 70 anni.

Diversamente dalla Camera dei cantoni, il plenum ha anche deciso che se l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) dovesse trovarsi in difficoltà finanziarie, l'età pensionabile verrebbe automaticamente aumentata fino a 67 anni.

Per finanziare l'AVS, inoltre, il Nazionale ha stabilito di aumentare l'IVA di 0,6 punti percentuali (ciò corrisponde a un incremento delle entrate pari a 2,1 miliardi di franchi).

Infine, la Camera del popolo ha deciso che il tasso di conversione, che serve a calcolare le rendite del secondo pilastro, passerà dall'attuale 6,8% al 6,0%. Per scongiurare la diminuzione delle rendite sono previste misure per aumentare il capitale LPP risparmiato.

Queste - la modifica delle aliquote per gli accrediti di vecchiaia e la soppressione della deduzione di coordinamento - saranno limitate al Secondo pilastro. La proposta di compensare la riduzione del tasso di conversione nell'ambito del Primo pilastro, con un aumento delle rendite AVS di 70 franchi così come auspicato dal Consiglio degli Stati, è infatti stata bocciata.

Al Consiglio degli Stati (08.15-13.00), il programma dei lavori prevede la revisione del codice civile in merito alla protezione dei minori. Prima dell'eventuale esame dettagliato, il plenum svolgerà una discussione sull'entrata nel merito. La competente commissione propone di entrare in materia e aderire al progetto.

Lo scorso aprile il Consiglio nazionale non aveva invece nemmeno voluto affrontare questo oggetto: la camera aveva infatti bocciato l'entrata in materia per 96 voti a 88. Stando alla maggioranza, il Codice civile svizzero non necessita di un rafforzamento per quel che riguarda la protezione dei minorenni.

Il progetto del Consiglio federale prevede, tra l'altro, di estendere l'obbligo di avvisare le autorità a tutti gli specialisti - e non solo le categorie professionali di diritto pubblico - che hanno regolari contatti professionali con minori qualora nutrano il sospetto che il bene di quest'ultimi sia in pericolo.

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SDA-ATS