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Patto Ue: Bce, controllo conti non sia in mano politica

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2010 - 14:26
(Keystone-ATS)

FRANCOFORTE - L'applicazione del Patto di stabilità europeo e le sanzioni ai paesi che sforano i parametri di deficit e debito non può essere lasciata in mano ai politici. A dirlo - rilanciando il pressing sulla riforma del Patto di stabilità dopo l'accordo aggiunto la scorsa settimana a Bruxelles che lascia ampia discrezionalità politica sulle nuove regole - è di nuovo la Banca centrale europea (Bce).
Secondo Jürgen Stark, membro del comitato esecutivo della Bce, nell'applicazione del nuovo patto "servono una sorveglianza fiscale e macroeconomica depoliticizzata, nuove regole di bilancio più severe e vincolanti, sanzioni più semplici per chi viola le regole e un coordinamento più stretto delle politiche economiche".
Stark, in un articolo a sua firma sul "Financial Times Deutschland", aggiunge che "una sorveglianza depoliticizzata può essere meglio realizzata da un organismo indipendente, che sia ufficiale o non ufficiale".
A prendere le distanze dall'accordo raggiunto la scorsa settimana dall'Ecofin era stato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: secondo il "Financial Times" Trichet aveva fatto inserire una breve postilla al testo approvato in cui precisava che la Bce "non sottoscrive" tutti gli elementi dell'accordo. Trichet è tornato sul tema sabato, affermando nel corso del G20 in Corea del Sud che l'accordo non è sufficientemente ambizioso.

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