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A pochi giorni dal sì popolare al raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo, rispunta l'idea di introdurre un pedaggio lungo questa importante arteria, come attestano tre mozioni individuali in tal senso appena depositate al Consiglio nazionale.

Esprimendosi a titolo personale, il capogruppo alle Camere federali del PPD, Filippo Lombardi, ha parlato di una "sciocchezza".

Una mozione è stata presentata dal consigliere nazionale del suo partito, Leo Müller (PPD/LU), a "titolo strettamente individuale", ha tenuto a precisare il "senatore" ticinese all'ats, aggiungendo che il gruppo non ha affrontato questo argomento.

Gli altri due atti parlamentari portano la firma di Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG) e Jürg Grossen (Verdi liberali/BE). Quest'ultimo atto è stato sottoscritto da altri 33 parlamentari, mentre la mozione di Jauslin è sostenuta da 7 deputati e quella di Müller da 15. Sono rappresentati tutti i partiti.

Il capogruppo PLR in parlamento, Ignazio Cassis, si è detto sorpreso dalla mozione del suo collega di partito. Per il consigliere nazionale ticinese, si tratta di "un'improvvisata", a titolo individuale, non discussa all'interno del gruppo.

Nonostante il sostegno di cui sembra godere l'idea del pedaggio, "davanti al popolo una simile proposta non avrebbe alcuna possibilità", ha dichiarato Filippo Lombardi, che ha promesso battaglia a tutto campo qualora l'idea dovesse farsi strada in Parlamento.

A parere del "senatore" ticinese, l'idea di un pedaggio è antiquata, discriminatoria e anticostituzionale. Per tutti questi motivi già nel 2014 la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale aveva deciso (17 voti a 4 e 3 astenuti) di non dar seguito a questa proposta. Tutti i cantoni si erano detti contrari, come anche molte organizzazioni.

Il sistema dei pedaggi, ha spiegato il consigliere agli Stati democristiano, è estraneo al sistema di finanziamento stradale elvetico. Una sua eventuale introduzione solo al San Gottardo sarebbe quindi del tutto discriminatoria. "L'unica eccezione finora ammessa riguarda il tunnel del Gran San Bernardo e si spiega col fatto che per una parte tale opera si trova su territorio italiano, dove si pagano i pedaggi autostradali", ha sottolineato.

Quanto al problema del futuro finanziamento del raddoppio, "nessuno si è posto il problema quando si è trattato di decidere di costruire una terza galleria al Belchen da 500 milioni, per non parlare dei progetti stradali miliardari nella regione di Lucerna", ha fatto notare Lombardi.

I soldi ci sono, si è detto persuaso Lombardi. Il 15 di marzo la Camera dei cantoni affronterà uno dei dossier più attesi: il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA). Il progetto prevede anche un aumento del prelievo fiscale sulla benzina di 4 centesimi, mediante il quale finanziare i futuri progetti stradali, ha sottolineato il capogruppo PPD alle Camere federali.

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SDA-ATS