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Pedofilia: Australia, scuse nazionali a vittime istituzioni

Il primo ministro australiano

(sda-ats)

Il primo ministro conservatore australiano Scott Morrison e il leader dell'opposizione laburista Bill Shorten hanno presentato oggi nel parlamento di Canberra le scuse della nazione alle vittime e ai sopravvissuti di abusi di pedofilia.

Abusi commessi nelle istituzioni: dalle Chiese agli enti di beneficenza, dalle scuole alle organizzazioni comunitarie, agli scout e ai club sportivi.

I due leader hanno parlato a 840 persone raccolte nella sala grande del parlamento, e a decine di migliaia di persone raccolte davanti ai maxischermi, sul prato fuori dell'edificio e in tutto il Paese, in stadi locali e centri comunitari.

Le scuse nazionali, che coincidono con la settimana nazionale dei bambini, sono fra le 122 raccomandazioni della Commissione nazionale d'inchiesta sulla risposta delle istituzioni alle vittime di pedofilia. Istituita nel 2013 dal governo laburista di Julia Gillard, la commissione ha tenuto 60 udienze pubbliche e 8000 sedute private in tutto il Paese e ha identificato più di 4000 istituzioni in cui si sono commessi abusi negli ultimi decenni. Nel rapporto finale ha stimato a circa 60'000 i minori vittime di abusi nell'arco di 60 anni.

Il governo ha accettato 104 delle 122 raccomandazioni del rapporto, mentre le altre 18 sono in fase di consultazione con gli Stati e i Territori della federazione. Oltre 80 delle raccomandazioni riguardano uno schema di ricorso e di riparazione, che finora è stato firmato da tutti gli Stati e Territori e dalle Chiese cattolica e anglicana.

Morrison nel suo intervento ha annunciato la creazione di un museo e di un centro di ricerca, per diffondere la consapevolezza e la comprensione dell'impatto degli abusi a minori, e per dare sostegno ai servizi offerti alle vittime. E ha impegnato il governo a riferire in parlamento, ogni anno per cinque anni, sui progressi conseguiti nell'applicare ciascuna delle raccomandazioni stesse.

"Oggi, come nazione, riconosciamo la nostra incapacità di ascoltare, di credere e di garantire giustizia", ha detto Morrison, esprimendo scuse alle vittime e a tutti i loro cari. Ha dato riconoscimento alle "voci messe a tacere, alle invocazioni inascoltate di anime torturate, sconcertate dall'indifferenza di fronte all'inconcepibile violazione della loro innocenza". "Io dico semplicemente: noi vi crediamo. Il vostro paese vi crede", ha concluso.

Il leader laburista Bill Shorten dal canto suo ha riconosciuto che l'Australia "è arrivata troppo tardi" a chiedere scusa, aggiungendo che vi sono stati troppi torti "che non possono essere sanati". "Ma oggi l'Australia chiede scusa. L'Australia dice che vi crede. E negli anni a venire le persone sapranno, saranno inorridite dalle vostre sofferenze, saranno scioccate dalle crudeltà che avete subito".

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