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Pedofilia: Belgio; ministro giustizia, Chiesa paghi vittime

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 luglio 2010 - 14:00
(Keystone-ATS)

BRUXELLES - La Chiesa belga deve prendere iniziative per incontrare le vittime degli abusi sessuali commessi da preti e per risarcirle in modo adeguato, pagando essa stessa compensazioni economiche: è quanto chiede il ministro belga uscente della giustizia Stefaan De Clerck.
Il risarcimento "potrebbe essere un indennizzo pecuniario, ma la Chiesa dovrebbe studiare caso per caso il modo migliore per fare ottenere alle vittime una compensazione", ha dichiarato De Clerck al quotidiano fiamminga Het Nieuwsblad.
Il ministro riferisce che la grande maggioranza dei 475 dossier sequestrati durante le perquisizioni compiute il 24 giugno scorso negli uffici della commissione Adriaenssens, creata nell'ambito della chiesa per il trattamento delle vittime di pedofilia, riguarda fatti che risalgono a 30, 40 e 50 anni e che quindi non possono essere perseguiti dalla giustizia in quanto reati prescritti.
Secondo il ministro, è la Chiesa che dovrebbe assumere l'iniziativa di andare incontro alle vittime: "se non è possibile applicare la giustizia, la chiesa deve allora riconoscere le vittime, testimoniare loro rispetto e confessare gli errori commessi", suggerisce De Clerck.
Ciò può essere fatto in modi diversi: con la punizione dei preti colpevoli, il loro licenziamento, il versamento di una indennità alla vittima. "Ogni caso deve essere studiato per trovare la forma migliore di compensazione", afferma il ministro, secondo il quale deve essere la chiesa a pagare per i risarcimenti.
Gli abusi sessuali su bambini non potranno mai essere risarciti, ma un'indennità - rileva De Clerck - "potrà favorire il processo di riparazione" per l'abuso subito.

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