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Pedofilia: Irlanda; Mons. Neary, danneggiata credibilità Chiesa

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2010 - 17:36
(Keystone-ATS)

CITTA' DEL VATICANO - "Il senso di scandalo e di vergogna è stato riconosciuto da tutti i partecipanti". Così monsignor Michael Neary, arcivescovo della diocesi irlandese di Tuam, riferisce in una lettera ai propri sacerdoti sull'incontro dei vescovi d'Irlanda con Benedetto XVI e con i cardinali della Curia romana (15-16 febbraio) sul tema degli abusi sessuali commessi dai preti su minori: un incontro nel quale è stato espressamente riconosciuto come lo scandalo pedofilia porti forte danno alla "credibilità della Chiesa".
"Nella discussione il Papa ha chiesto perdono alle vittime", ricorda Neary, mentre "il sentimento di dolore, di un tradimento subito e di rabbia espresso dalle vittime gli veniva illustrato dai vescovi". Manifestata anche la particolare "vicinanza alle vittime", con "il desiderio - dice mons. Neary - di accompagnarle nel loro dolore e aiutarle a ritrovare la speranza". Si è riconosciuto, inoltre, che "le carenze nell'affrontare i casi di abuso sessuale hanno contribuito alle sofferenze delle vittime".
Riaffermato da mons. Neary "il bisogno di cooperazione con le autorità civili", un aspetto visto "come centrale per la salvaguardia dei bambini". In ogni caso, "l'impatto di queste vicende è ancora più forte all'interno della Chiesa, poiché danneggia la sua credibilità in molti campi, per esempio nei suoi insegnamento su matrimonio e famiglia, o sulla morale sessuale, e nel ruolo della Chiesa nell'educazione, attraverso le scuole cattoliche".
Tra i provvedimenti indicati, quello di rivedere "i criteri di ammissione ai seminari, il modo in cui i preti vengono preparati: la loro formazione spirituale, umana, intellettuale e pastorale e il bisogno di una formazione costante - conclude l'arcivescovo di Tuam - sono visti come necessari al fine di ripristinare la credibilità".

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