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CITTÀ DEL VATICANO - La Chiesa cattolica celebra la Pasqua stringendosi attorno al Papa, chiamato in causa per gli scandali sui preti pedofili, mentre il Pontefice punta il dito su una "umanità in profonda crisi", che ha bisogno di "profondi cambiamenti". Si placa, intanto, con le scuse del predicatore pontificio, Padre Raniero Cantalamessa, anche la tensione riaperta con gli ebrei da un passaggio della sua omelia del Venerdì Santo. Rientra anche la tensione con gli anglicani, con le scuse - arrivate ieri sera - dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams.
Per la prima volta, con uno strappo al protocollo, la messa solenne di Pasqua in una S.Pietro battuta dalla pioggia è stata preceduta da un messaggio di augurio e sostegno letto dal decano dei cardinali ed ex segretario di Stato, card. Angelo Sodano, a nome di tutta la Chiesa.
"Ci stringiamo intorno a Lei", ha detto il cardinal Sodano rivolgendosi al Pontefice e precisando che "il popolo di Dio non si lascia impressionare dal 'chiacchiericcio', dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti". Tanti anche gli attestati di solidarietà: dal card. Roger Etchegaray - che a Natale fu vittima di una spintonata, rompendosi il femore - a mons. Fisichella, dagli arcivescovi di Parigi e Washington al patriarca di Venezia, card. Angelo Scola.
Il Papa, dal canto suo, si è dedicato all'ultimo atto del Triduo pasquale: la messa di oggi con il tradizionale messaggio 'Urbi ed Orbi'. Benedetto XVI ha fatto appello ad un nuovo 'esodo' dell'umanità, un cambiamento profondo. E ha poi pregato per la pace in Medio Oriente e in Africa, per i terremotati, i cristiani perseguitati - citando Iraq e Pakistan - e la fine delle guerre per il narcotraffico in America Latina e nei Caraibi.
Ai governi ha chiesto di favorire il dialogo e una "convivenza serena", uno sviluppo economico solidale e il rispetto della vita umana. Infine, gli auguri di Pasqua in 65 lingue, due in più (islandese e kazaco) rispetto al 2009. Uno sviluppo nella "concordia operosa e nella pace" è stato poi l'augurio all'Italia del Papa, che ora andrà per qualche giorno di riposo a Castelgandolfo da dove, lunedì, recita il 'Regina Coeli'.

SDA-ATS