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Giorno del giudizio a Los Angeles per lo scandalo della pedofilia: in una mossa senza precedenti nella Chiesa cattolica americana, l'arcivescovo monsignor José Gomez ha revocato al suo predecessore, il cardinale Roger Mahony, ogni "responsabilità amministrativa e pubblica" nella vita ecclesiastica a causa del coinvolgimento del porporato nella copertura di presunti abusi commessi da decine di preti.

Un altro prelato, l'arcivescovo di Santa Barbara Thomas Curry, ha rassegnato le dimissioni: negli anni Ottanta era l'uomo di punta incaricato dall'arcidiocesi di occuparsi dei dossier dei preti molestatori.

Gomez ha comunicato le decisioni parallelamente alla pubblicazione di decine di migliaia di documenti, 124 dossier giudiziari, 82 dei quali riguardanti presunti casi di molestie sessuali, in cui i nomi di 122 sacerdoti compaiono nero su bianco, non censurati come per cinque anni la Chiesa aveva chiesto alla magistratura.

Mahony - che nei giorni scorsi ha fatto pubblicamente mea culpa - è accusato di non essere intervenuto in modo adeguato di fronte alle denunce riguardanti gli episodi di pedofilia attribuiti a sacerdoti posti sotto la sua autorità e di aver di fatto provato a mettere la sordina allo scandalo.

Mahony è andato in pensione al compimento del 75esimo anno nel 2011 e Gomez ha preso il suo posto. I dossier sugli abusi rivelano "comportamenti terribili e diabolici", scrive l'alto prelato sottolineando, in una lettera indirizzata ai suoi "fratelli e sorelle in Cristo", che "non ci sono scuse, né giustificazioni" e che sono state compiute "gravi mancanze" anche da parte di chi aveva compiti pastorali e avrebbe dovuto vigilare e agire con fermezza.

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SDA-ATS