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La Corte Suprema americana ha rinviato ieri sera, a qualche ora dalla fine del conto alla rovescia, un'iniezione letale prevista nel Missouri. È la terza volta che una condanna a morte con questo metodo viene rinviata dopo la lunga agonia di un condannato che aveva provocato choc nel paese a fine aprile.

Intervenendo per la prima volta nella controversia che agita gli Stati Uniti, la più alta giurisdizione americana ha rimandato l'esecuzione di Russell Bucklew, condannato per l'uccisione nel 1996 del suo rivale in amore e per lo stupro della sua ex compagna.

Nel momento in cui il paese si interroga sull'iniezione letale come metodo di condanna a morte, l'Alta Corte ha preferito rinviare la materia a una Corte d'appello federale piuttosto che impadronirsi della polemica e troncare il dibattito sulla costituzionalità delle esecuzioni per via endovenosa.

La decisione della Corte Suprema è una inversione di rotta rispetto alla pratica di respingere i ricorsi in extremis dei condannati a morte. Potrebbe essere un segnale che i massimi giudici degli Stati Uniti, dopo il "fiasco" dell'esecuzione di Clayton Lockett in Oklahoma, sono preoccupati che la carenza di farmaci da impiegare nelle iniezioni letali hanno costretto gli stati a far uso di laboratori non ufficiali per procurarsi le sostanze delle iniezioni letali.

Alcuni stati, e tra questi il Missouri, non hanno voluto rivelare, nonostante gli appelli alla magistratura, la fonte delle sostanze o quali farmaci vengono usati.

SDA-ATS