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Pence, azione su commercio resta se Cina non cambia

Il vicepresidente americano Mike Pence ha preso di mira la Cina.

KEYSTONE/AP/MARK SCHIEFELBEIN

(sda-ats)

Nessuno spazio per autoritarismo e aggressione nell'Indo-Pacifico: il vicepresidente americano Mike Pence ha preso di mira la Cina, dopo l'intervento del presidente Xi Jinping.

All'Apec Ceo Summit di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, Pence ha assicurato che gli Usa non fermeranno "l'azione commerciale contro" Pechino fin quando non saranno emendate le cosiddette "pratiche inique", causa del surplus commerciale cinese con gli Usa.

Un duro attacco in vista del bilaterale Trump-Xi in Argentina, a margine del G20 di fine mese.

In precedenza il presidente cinese aveva affermato che "il futuro dell'umanità dipende dalle scelte che facciamo" ribadendo contrarietà alle pressioni crescenti di protezionismo e unilateralismo a favore di apertura e multilateralismo.

"Quale direzione dovremmo scegliere? Cooperazione o scontro? Apertura o chiusura delle porte? Un progresso 'win-win' o un gioco a somma zero?", ha dichiarato, riferendosi al braccio di ferro sul commercio in corso con l'amministrazione Usa di Donald Trump.

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