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Per gli agricoltori il passaggio al pensionamento è meno traumatico rispetto agli addetti di altre categorie professionali.

Uno studio della scuola superiore di scienze agronomiche e forestali di Zollikofen, presso Berna, indica che la preoccupazione maggiore degli agricoltori non è tanto l'uscita dalla vita attiva, quanto piuttosto la consegna dell'azienda che hanno diretto a nuovi responsabili.

Nel caso in cui la fattoria rimanga in mani familiari, gli agricoltori pensionati "continuano a vivere come prima": continuano ad abitare in loco e a dare il loro contributo. Diversa la situazione nell'ipotesi che la fattoria venga ceduta a terzi: l'inattività lavorativa, in questo caso, risulta loro molto dolorosa.

Secondo Karin Zbinden, responsabile dello studio, gli agricoltori si considerano comunque una categoria privilegiata: "sono riconoscenti di poter svolgere il più a lungo possibile la loro attività e di conservare in tal modo una parte importante dello loro identità".

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SDA-ATS