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Il sistema pensionistico va riformato, ma senza tagli alle rendite

KEYSTONE/DOMINIC STEINMANN

(sda-ats)

Il 56% degli svizzeri è consapevole che si dovrà riformare il sistema di finanziamento delle pensioni. Una riduzione delle rendite è però sostenuta soltanto dal 12% della popolazione, stando a un sondaggio realizzato per conto di AXA Investment Managers.

La popolazione svizzera è ben conscia che l'aumento della durata della vita e la situazione sui mercati finanziari rende necessari dei ritocchi al sistema pensionistico, scrive oggi l'assicuratore privato in una nota.

Per assicurare anche in futuro delle rendite accettabili, il 41% degli intervistati preferirebbe lavorare oltre l'età pensionabile, l'81% sarebbe disposto ad iniziare a versare contributi prima dei 25 anni d'età e il 65% si dice favorevole ad aumentare i contributi alla cassa pensioni.

Il sondaggio ha inoltre messo in evidenza che il 22% degli assicurati LPP non sa a chi appartengono le ritenute pagate per la previdenza professionale. Il 65% dei romandi, il 79% degli svizzeri tedeschi e il 94% dei ticinesi sono invece coscienti del fatto che questi contributi appartengono ai singoli assicurati.

Il tema della previdenza professionale desta peraltro un interesse piuttosto relativo. Un quinto di tutti gli intervistati ha detto di non essere interessato all'argomento. Questo tema ha invece importanza per l'84% degli assicurati nella fascia d'età fra i 42 e i 65 anni e per il 63% di chi già riceve la pensione.

Lo studio "Conoscenze della popolazione svizzera sulle casse pensioni 2016" è il sesto del genere ed è stato realizzato dall'istituto Isopublic nel giugno scorso.

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SDA-ATS