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Il raid americano sull'ospedale di Medici senza frontiere a Kunduz in Afghanistan non fu un crimine. Lo ha stabilito il Pentagono aggiungendo che l'attacco in cui nel 2015 rimasero uccise 42 persone fu frutto di un errore, non intenzionale.

Come risultato, i 16 militari coinvolti saranno solo puniti con sospensioni, rimozioni dai loro incarichi ma non saranno soggetti ad accuse penali.

Secondo quanto dichiarato dal Pentagono durante una conferenza stampa, l'aereo che aveva il compito di assistere le forze speciali americane impegnate in un'operazione congiunta con le forze afghane venne attaccato da un missile terra aria.

In seguito all'equipaggio furano comunicate delle coordinate sbagliate riguardo al punto di origine dell'attacco per cui fu ritenuto che l'ospedale corrispondeva alla descrizione di un edificio sotto controllo dei talebani.

"Stavano cercando di fare la cosa giusta - ha spiegato il generale Joseph L. Votel, a capo del comando centrale americano - sfortunatamente in questo caso hanno fatto considerazioni sbagliate e hanno finito per colpire la struttura di Medici senza frontiere".

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SDA-ATS