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Per la prima volta più posti che candidati al tirocinio

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2011 - 16:31
(Keystone-ATS)

Per la prima volta, l'offerta di posti d'apprendistato ha superato la domanda. A metà aprile, 77'000 giovani ambivano a una formazione professionale, mentre le imprese cercavano 81'000 apprendisti. Ciononstante, circa 2'500 giovani si ritrovano ogni anno senza un'attività alla fine della scuola dell'obbligo.

In generale, la situazione sul mercato dell'apprendistato resta stabile, almeno stando all'ultima inchiesta sui posti disponibili. Lo ha precisato stamani alla stampa la direttrice dell'Ufficio federale della formazione professionale (UFFP) Ursula Renold. A prescindere dall'eccedenza di posti di apprendistato, la situazione non è sempre rosea.

Essa va di pari passo con il problema demografico causato dal calo del numero dei giovani giunti al termine della scuola dell'obbligo e la crescente difficoltà per le imprese ad assegnare posti di formazione dalle esigenze sempre più elevate, ha spiegato Ursula Renold.

Vi è anche la tendenza per alcuni giovani a non più seguire l'apprendistato. Talune cifre sono allarmanti, ha indicato il direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler. Ogni anno, 2'500 giovani terminano la scuola obbligatoria, senza un posto di formazione, né una scuola in vista.

Inoltre, circa un contratto di tirocinio su cinque viene disdetto prima della fine. Questa proporzione corrisponde a circa 30'000 giovani sui 150'000 che seguono attualmente una formazione professionale, ha aggiunto Bigler. Il direttore dell'USAM ha chiesto misure per correggere il tiro, sottolineando l'importanza per i giovani di concludere l'apprendistato: il rischio di ritrovarsi in disoccupazione come impiegati non qualificati sarà tre volte inferiore.

Il consigliere nazionale e imprenditore Otto Ineichen (PLR/LU) ha parlato di "bomba sociale". A suo modo di vedere, 25'000 giovani tra i 19 e i 25 anni sono in procinto di esaurire il diritto alle prestazioni dell'assicurazione disoccupazione e rischiano di passare a carico dell'aiuto sociale. Non esistono comunque statistiche in merito, ha aggiunto Ursula Renold.

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