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L'adattamento della perequazione finanziaria tra Cantoni sarà combattuto da Nidvaldo, che intende lanciare il cosiddetto referendum dei Cantoni. A Stans, il Consiglio di Stato lo ha già preparato e oggi ha ottenuto un netto sostegno dal Gran Consiglio.

I parlamenti di Zugo e Svitto, altri due Cantoni finanziariamente forti, si sono espressi a favore del referendum ancora prima della decisione delle Camere federali.

Il referendum dei Cantoni è un referendum facoltativo che per riuscire deve essere sostenuto da almeno otto Cantoni. Per lo più è lanciato dal Gran consiglio (in alcuni Cantoni dal governo, in altri attraverso un'iniziativa popolare cantonale) per chiedere una votazione popolare su leggi federali, decreti federali o trattati internazionali.

Il gruppo di otto Cantoni deve essere costituito entro cento giorni dalla pubblicazione ufficiale dell'atto, prevede la Costituzione federale. E proprio questa soglia minima di Cantoni rende il progetto nidvaldese, malgrado il sostegno di Zugo e Svitto, difficilmente realizzabile.

I Cantoni finanziariamente forti, che la perequazione attualmente chiama alla cassa, sono infatti "solo" nove: oltre a Nidvaldo, Zugo e Svitto, ci sono Zurigo, i due Basilea, Sciaffusa, Vaud e Ginevra. Già dall'anno prossimo, con l'entra in vigore della riforma, Basilea Campagna e Sciaffusa potrebbero però diventare Cantoni beneficiari. Va pure tenuto conto del fatto che in seno alla Conferenza dei governi cantonali (CdC) 19 Cantoni (su 26, tra cui anche Cantoni contributori come Vaud) hanno sostenuto la proposta di perequazione poi fatta propria dalle Camere.

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SDA-ATS