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BERNA - La Svizzera non vuole fornire assistenza amministrativa in materia fiscale quando uno Stato la sollecita sulla base di dati bancari ottenuti da un privato che li ha sottratti illegalmente. Il Consiglio federale vuole ancorare questa disposizione in un'ordinanza e, successivamente, in una legge. Secondo una perizia giuridica, ordinata dall'Amministrazione federale delle contribuzioni e pubblicata oggi in internet, tutto ciò non basta.
Stando ai giuristi dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), il fatto che la Svizzera non fornisce assistenza amministrativa in caso di dati rubati di clienti bancari deve figurare negli stessi accordi di doppia imposizione (ADI) oppure in un protocollo addizionale. Per gli esperti dell'UFG non basta ribadire questo concetto in un'ordinanza concernente l'aiuto amministrativo per potersi opporre alla richiesta formulata nell'ambito di un trattato tra Stati.
Con questa posizione, i giuristi dell'UFG si oppongono al modo di procedere sostenuto dal Consiglio federale. L'intera problematica è stata originata dai dati rubati, registrati su CD, concernenti clienti tedeschi di banche svizzere. Negli ultimi mesi, i CD sono stati offerti in vendita al fisco tedesco.
Ad ogni modo, secondo la perizia giuridica, la Svizzera non deve riesaminare i dieci ADI, tra l'altro con la Francia e gli USA, approvati dal parlamento nella sessione estiva. La procedura proposta dai giuristi dovrebbe essere applicata "solo per i contratti futuri", si legge nella perizia.

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SDA-ATS