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Pernottamenti: in calo nel 2015, forte flessione Ticino e Grigioni

I pernottamenti sono risultati in calo nel 2015 in Svizzera e in forte diminuzione nel Ticino e nei Grigioni, rivelatesi le peggiori regioni elvetiche.

A livello nazionale sono state registrate 35,6 milioni di notti, con una flessione dello 0,8% rispetto all'anno precedente, dovuta al sensibile calo degli stranieri (-1,7%) che non è stato compensato dagli indigeni (+0,2%). Per ritrovare cifre così basse per gli ospiti europei bisogna andare indietro di quasi 60 anni.

Stando ai dati diffusi oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST) ancora più marcato è stato l'arretramento in Ticino, che segna un -5,7%, e nei Grigioni, che presenta un -6,6%. Nei due cantoni sono venuti a mancare rispettivamente 133'000 e 335'000 pernottamenti.

Il 2015 è stato segnato dall'abbandono, il 15 gennaio, della soglia minima del tasso di cambio tra franco ed euro, una misura che ha certamente avuto ripercussioni sulla domanda proveniente dall'estero, ricorda l'UST.

Il mercato interno ha tenuto: in Svizzera gli ospiti provenienti dalla stessa Confederazione hanno totalizzato 16,1 milioni di pernottamenti, con un lieve aumento di 26'000. Sono per contro venuti a mancare i turisti stranieri, scesi a 19,6 milioni (-305'000).

L'impatto è stato devastante sulla domanda del continente europeo, che presenta un crollo di 1,2 milioni (-9,3%) a 11,8 milioni: un numero così basso non veniva osservato dal 1958, sottolinea l'UT.

La Germania ha registrato 541'000 pernottamenti in meno (-12,3%), ovvero il maggior calo di tutti i paesi di provenienza in termini assoluti. Flessioni significative sono state notate anche per Olanda (-98'000, -14,4%), Francia (-83'000, -6,2%), Italia (-77'000, -7,6%) e Belgio (-59'000, -9,5%). In netta flessione è pure la Russia (-164'000 notti, -30,7%), a causa della difficile situazione economica in cui versa il paese.

Buone nuove giungono per contro dall'Asia, che presenta 744'000 pernottamenti supplementari (+18,6%) superando per la prima volta la soglia dei 4 milioni. Forte è risultata in particolare la domanda cinese (+344'000, +33,3%), seguita da Paesi del Golfo (+159'000, +20,6%), India (+107'000, +22,0%) e Corea del Sud (+54'000, +20,5%). In controtendenza invece il Giappone (-45'000 unità, -10,3%).

Il continente americano registra un incremento pari al 4,7% (+109'000), grazie in particolare al contributo degli Usa (+5,7%). Africa e Oceania presentano aumenti rispettivamente di 21'000 (+7,5%) e 11'000 pernottamenti (+3,4%).

A livello regionale le contrazioni più forti sono state osservate nei Grigioni (-6,6% a 4,71 milioni) e in Ticino (-5,7% a 2,18 milioni), cantoni che avevano peraltro subito una diminuzione già nel 2014. In calo sono fra l'altro anche la Svizzera orientale (-4,7%), il Vallese (-3,8%) e Berna (-1,4%), mentre dinamiche si sono rivelate Lucerna (+4,4%), Zurigo (+3,9%) e Basilea (+1,5%) e Oberland bernese (+1,0%).

L'UST ha pubblicato oggi anche i dati riguardanti il solo mese di dicembre, che ha sofferto per le condizioni di innevamento poco favorevoli. Sul piano svizzero i pernottamenti sono stati 2,5 milioni, con una diminuzione del 5,6% su base annua, dovuta più agli stranieri (-9,1%) che agli svizzeri (-1,4%). Sono venuti a mancare in particolare i tedeschi (-18,8%), gli olandesi (-23,4%) e i russi (-28,8%).

Dieci regioni turistiche su 14 presentano un arretramento. I Grigioni segnano la maggiore flessione in termini assoluti, ovvero di 76'000 notti (-14,7%). La stagione invernale è partita male anche in Vallese (-26'000, -7,4%) e nell'Oberland bernese (-16'000, -7,0%). Al trend non sfugge nemmeno il Ticino (-4500, -5,7%), mentre più soddisfatti sono gli albergatori del Lago Lemano (+6500, +3,8%) e di Zurigo (+6100, +1,5%).

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