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I pernottamenti sono progrediti in novembre in Svizzera

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Novembre timidamente positivo per il turismo svizzero: il settore alberghiero ha registrato 1,9 milioni di pernottamenti, con una progressione su base annua dello 0,5%.

Particolarmente dinamici si sono mostrati i Grigioni (quasi +8%), mentre in controtendenza si presenta il Ticino, che arretra del 3%.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST) a livello nazionale la crescita è da attribuire soprattutto agli ospiti indigeni, saliti dello 0,9% a 878'000 (+9300). I visitatori stranieri hanno invece generato 999'000 notti, segnando solo un lievissimo incremento dello 0,1% (+1400).

In termini assoluti la Germania ha registrato l'aumento più marcato di tutti i paesi di provenienza, con 4700 pernottamenti supplementari (+2,6%). In progressione sono anche la Francia (+4300 notti, +5,9%), il Belgio (+2200, +14,8%) e i Paesi Bassi (+1900, +9,6%). In calo risultano per contro Regno Unito (-4700, -6,1%) e Italia (-3700, -5,9%).

Nell'insieme l'Europa segna un +1,7%. Non molto lontano è il dato del continente americano (+1,0%), mentre l'Asia segna -0,9%. A pesare in quest'ultimo caso sono i cinesi, che hanno generato 6000 notti in meno (-9,3%). Anche i paesi del Golfo (-5,9%) e il Giappone (-5,8%) attestano una regressione. Si smarcano per contro l'India (+24,4%, pari a 4600 pernottamenti in più) e la Corea del Sud (+5,0%).

Passando all'analisi regionale, 10 delle 14 regioni turistiche in cui l'UST divide la Svizzera hanno visto migliorare l'affluenza. La crescita più marcata è stata osservata nei Grigioni (+7,7%, +6200 notti), che beneficiano di un rimbalzo dopo essere arretrati del 10% nel novembre 2015. In valori assoluti è invece la regione vodese del Lago Lemano ad essere avanzata maggiormente (+6,8%, +11'765). Chiaramente positivi sono anche Lucerna (+4,3%), Berna (+3,7%), Giura (+3,5%), Svizzera orientale (+3,3%) e Basilea (+2,7%) mentre Vallese (+1,2%), Zurigo (+0,9%) e Argovia (+0,8%) non fanno faville.

Fra le quattro regioni che chiudono novembre con il segno meno spicca Ginevra (-11,0%, -26'774 notti). Il Ticino arretra del 3,4% a 83'793 notti (erano 86'698 dodici mesi prima, -2905): il dato è comunque superiore a quello dello stesso mese del 2014 (81'508). Cali sostanzialmente analoghi sono stati osservati nella regione di Friburgo (-3,8%) e nell'Oberland bernese (-2,6%).

L'UST ha pubblicato anche i dati cumulati dei pernottamenti dei primi undici mesi del 2016: a livello svizzero si arriva a 33,0 milioni, in flessione dello 0,5% (-153'000 notti) rispetto allo stesso periodo dell'anno prima. La diminuzione è dovuta agli stranieri (-1,8% a 17,9 milioni), che non è stata compensata dalla pur aumentata domanda indigena (+1,2% a 15,1 milioni).

In questa statistica del periodo gennaio-novembre il Ticino brilla come la regione più dinamica, con le notti in aumento del 4,2% a 2,19 milioni. Da notare però che l'anno prima aveva anche subito (insieme ai Grigioni) il calo maggiore, pari a -5,7%. Quest'anno i Grigioni rimangono negativi (-2,1%), come Vallese (-1,5%), Ginevra (pure -1,5%), Zurigo (-0,2%) e altre realtà minori. In solida progressione, insieme al Ticino, è solo la regione del Lago Lemano (+4,0%).

Per quanto riguarda la provenienza degli ospiti spiccano i forti arretramenti della Cina (-19,0%), della Russia (-14,2%), del Brasile (-12,8%) e del Giappone (-9,5%). Sensibile è anche il calo della Germania (-3,9%), che rimane comunque il paese di provenienza principale. In netta crescita sono per contro i thailandesi (+13,1%) e i greci (+12,1%).

SDA-ATS

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