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Il settore alberghiero ha dovuto affrontare un mese di gennaio difficile, soprattutto a causa della neve scarsa. In totale si sono registrati 2,6 milioni di pernottamenti, in calo del 6,8% (-189'000) rispetto al gennaio precedente.

Dieci regioni turistiche svizzere su quattordici registrano diminuzioni rispetto a gennaio 2015. I cali più marcati si riscontrano nelle regioni di montagna. I Grigioni segnano la maggiore flessione con una contrazione di 106'000 pernottamenti (-16,3%). In Ticino la diminuzione è stata del 5,5% (-3'500). La Regione Basilea, invece, segna l'aumento più marcato in termini assoluti con ben +9000 pernottamenti (+9,9%) supplementari.

I visitatori stranieri hanno generato 1,3 milioni di pernottamenti, pari ad una flessione dell'8,4% (-120'000), si legge in un comunicato odierno dell'Ufficio federale di statistica (UST), che ha pubblicato i risultati provvisori del settore.

I visitatori provenienti dal continente europeo (senza la Svizzera) hanno fatto segnare un calo di 118'000 pernottamenti (-11,2%). La Germania, con 52'000 pernottamenti in meno (-14,6%), segna il maggior calo in termini assoluti. Seguono la Russia, con una flessione di 22'000 pernottamenti (-28,0%), la Francia (-9100; -8,9%) e i Paesi Bassi (-8800; -19,9%).

Per quanto concerne il continente americano, il numero di pernottamenti ha segnato il passo scendendo di appena 520 unità (-0,4%). Con 8900 persone in meno (-28,5%), il Brasile ha registrato il calo più marcato in termini assoluti di questo continente. Gli Stati Uniti, invece, hanno fatto segnare un aumento di 7800 unità (+8,8%).

Gli ospiti dall'Asia sono rimasti stabili (+280 unità; +0,2%), con incrementi registrati soprattutto dai Paesi del Golfo (+4300; +16,1%). Il continente africano e quello oceanico hanno presentato flessioni rispettivamente di 1500 (-6,6%) e 100 pernottamenti (-0,4%).

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SDA-ATS