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Perquisiti dopo il lavoro, Apple risarcirà dipendenti

Apple condannata a pagare i dipendenti dei suoi negozi. KEYSTONE/AP/KIICHIRO SATO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 febbraio 2020 - 13:53
(Keystone-ATS)

Il gigante informatico Apple dovrà risarcire i dipendenti che ha trattenuto dopo il turno di lavoro, a causa delle perquisizioni che l'azienda mette a punto per contrastare il furto dei dispositivi.

Lo ha stabilito in una sentenza la Corte Suprema della California, nell'ambito di un'azione collettiva (class action) mossa dai dipendenti della società nel 2013.

"Il tempo speso nei locali di Apple in attesa e nel corso delle verifiche obbligatorie di borse, pacchetti o dispositivi tecnologici va compensato come orario di lavoro", ha scritto il giudice Tani Cantil-Sakauye nella sentenza, secondo quanto riporta il Los Angeles Times.

La politica di Apple prevede che gli addetti ai negozi vengano sottoposti a ricerche nei loro effetti personali e anche alla verifica dei numeri di serie della "tecnologia personale". Secondo i dipendenti, i controlli possono portare via da venti a 45 minuti. La decisione della Corte Suprema della California ha effetto retroattivo. L'azione collettiva comprende i dipendenti dei negozi Apple dal 25 luglio 2009 ad oggi, vale a dire oltre 12'400 persone.

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