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Petrolio: accordo Opec+ ancora in bilico. Nodo Messico

È ancora in bilico l'intesa dell'Opec+ sui tagli alla produzione di petrolio. KEYSTONE/AP/GREGORY BULL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 aprile 2020 - 19:22
(Keystone-ATS)

È ancora in bilico l'intesa dell'Opec+ sui tagli alla produzione di petrolio per cercare di riequilibrare il mercato travolto dall'emergenza Coronavirus.

Sul tavolo resta lo scoglio del Messico, a dispetto della mediazione condotta dal presidente Usa Donald Trump che sembrava avesse cancellato l'ultimo ostacolo facendo cantare vittoria.

Ma la questione è invece di nuovo in discussione per le resistenze dell'Arabia Saudita che ha rigettato il compromesso sulla riduzione del peso dei tagli a carico del Messico e oggi l'Opec+ ha dovuto avviare la terza giornata consecutiva di colloqui per cercare una via d'uscita.

E così nel giro di poche ore rischia già di saltare l'intesa considerata 'storica' per la piena e attiva partecipazione degli Stati Uniti e della Russia. La quadra fra i maggiori esportatori era stata trovata sul taglio complessivo di 10 milioni di barili/giorno per due mesi, a maggio e giugno, per poi ridurre gradualmente il peso dei tagli alla produzione.

Tutti davano l'accordo per cosa fatta grazie alla soluzione di compromesso con il Messico avallata da Trump che accoglieva la richiesta del Paese latinoamericano di abbassare la quota di tagli produttivi dal 23% al 5,5. Ma Ryad insiste sul fatto che il Messico debba ridurre la sua produzione tanto quanto tutti gli altri produttori. Senza l'adesione del Messico l'intero accordo sarebbe inefficace e inattuabile.

E la Russia fa sapere, per bocca del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, di "sperare sinceramente" che si raggiunga un consenso tra i maggiori produttori del mondo, sottolineando come il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump abbiano dimostrato che "si capiscono appieno" e sono in grado di lavorare insieme in modo costruttivo. Per ora dalle indiscrezioni dei delegati Opec sull'andamento dei colloqui emerge che c'è stato "qualche progresso" ma che ancora non è chiaro se si sarebbe arrivati a un accordo finale.

Ma queste tensioni tradiscono una pericolosa debolezza del Cartello nella capacità di reazione alle turbolenze del settore e bisogna vedere cosa accadrà la prossima settimana sul mercato del petrolio, tenuto che si è rivelato un mezzo flop anche il G20 dell'Energia. La videoconferenza si è conclusa la notte scorsa con il generico impegno a garantire la "stabilità del mercato" del petrolio senza menzionare alcun taglio alla produzione.

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