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Il mandato negoziale dell'Unione europea (Ue) per giungere a un'intesa istituzionale con la Svizzera non piace al presidente del PLR Philipp Müller. Adottato da Bruxelles il 6 maggio scorso, il documento prevede di fissare negli accordi bilaterali che la Corte europea sia la più alta istanza giuridica in caso di disaccordo con un tribunale elvetico.

Le esigenze dell'Ue si spingono troppo in là, afferma Müller in un'intervista apparsa oggi sulla "SonntagsZeitung", la quale pubblica ampi stralci del mandato negoziale. In questo modo, aggiunge, Bruxelles mette sul tavolo le sue rivendicazioni massime. "Le nostre esigenze non sono le stesse".

Secondo il documento, l'Ue chiede, fra le altre cose, meccanismi di sorveglianza e controllo dell'applicazione degli accordi bilaterali da parte della Svizzera. Così facendo, secondo il presidente del PLR, la Confederazione diventerebbe il "paese meno sovrano" d'Europa. Allora tanto vale aderire subito all'Ue, afferma ironico Müller.

A suo avviso Bruxelles sa che Berna non accetterà mai queste condizioni. "Ciò che l'Ue delinea nel suo mandato non accadrà mai", rileva Müller. Le questioni istituzionali saranno negoziate dal capo della diplomazia svizzera, Didier Burkhalter. Il suo partito, il PLR, gli ha indicato in modo chiaro i paletti entro i quali muoversi, precisa Müller.

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SDA-ATS