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Nella Svizzera nordorientale vivono sempre più linci: lo scorso inverno sono incappati in una trappola fotografica ben 23 esemplari. L'elevato numero viene spiegato con lo spazio vitale ideale nella regione.

Il progetto LUNO, lanciato nel 2001 nei cantoni di San Gallo, Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Turgovia, Sciaffusa e Zurigo, è un successo, viene affermato in una nota odierna dell'Ufficio cantonale sangallese per la natura, la caccia e la pesca (ANJF).

Le 54 trappole fotografiche installate sul territorio hanno permesso di provare la presenza di 15 linci autonome e di otto esemplari ancora giovani, riferisce la KORA, l'organismo della Confederazione incaricato della gestione dei grandi predatori.

Con 2,17 linci autonome per 100 km2 la densità nella Svizzera nordorientale è fortemente aumentata rispetto agli 1,36 animali censiti nella primavera del 2011. "Quando abbiamo avviato il progetto LUNO ci aspettavamo una densità molto inferiore", ha dichiarato all'ats il responsabile dell'ANJF Dominik Thiel.

Questi predatori solitari non rappresentano un pericolo per gli animali da reddito, che vengono aggrediti molto raramente, ha spiegato Thiel. A quanto pare nei boschi della regione trovano sufficiente nutrimento. Un esemplare adulto mangia da 50 a 60 ungulati all'anno, preferibilmente caprioli e camosci.

Sterminata nel 19esimo secolo in Svizzera, la lince è stata reintrodotta una quarantina di anni fa. Benché la popolazione si sia stabilizzata, resta una specie minacciata.

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SDA-ATS