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La consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Il DFGP ha reso noto oggi di voler indennizzare più a lungo i Cantoni che si fanno carico dei contingenti di profughi.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Confederazione intende indennizzare più a lungo i Cantoni che si fanno carico dei contingenti di profughi: sette anni invece di cinque, ma partiti e Cantoni esigono più denaro per i rifugiati particolarmente vulnerabili.

Un'indennità prolungata da parte della Confederazione, che si occupa di migranti in maniera attiva, si giustifica, scrive il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) nel suo rapporto relativo alle modifiche di varie ordinanze in materia, al termine della procedura di consultazione.

Tali modifiche prevedono che la manna federale arrivi nelle casse dei Cantoni per la durata di sette anni, indipendentemente dal fatto che i rifugiati abbiano un'occupazione o meno. Se i Cantoni riescono a integrarli rapidamente, essi possono costituire addirittura delle riserve, spiega il DFGP.

I costi per i contingenti di profughi ricollocati sono più alti, poiché le persone sono particolarmente vulnerabili ed è più difficile integrarle. Tra di esse si contano individui con infermità congenite, feriti di guerra, traumatizzati, malati cronici e minori non accompagnati.

Stando al rapporto e ai calcoli elaborati dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), il nuovo sistema di finanziamento concernerebbe 1'500 rifugiati da ricollocare e costerebbe 27 milioni di franchi all'anno per sette anni, per un totale di 189 milioni. Circa un quarto di queste persone - secondo la SEM - sarebbero dipendenti in modo durevole dall'aiuto sociale; le altre verrebbero o integrate nel mercato del lavoro, o riceverebbero dopo cinque anni di soggiorno una rendita AVS, AI o prestazioni complementari. Per il DFGP il nuovo sistema non comporterà sostanzialmente spese supplementari.

Cantoni di peso quali Vaud e Zurigo non sono convinti da queste cifre e dubitano che un gran numero di individui possano venir integrati nel mondo del lavoro. Zurigo in particolare chiede che le spese forfettarie globali siano versate fino a quando un profugo non avrà raggiunto l'indipendenza economica, altrimenti il nuovo sistema non potrà evitare che gli oneri finanziari della Confederazione finiscano sulle spalle dei Cantoni. Non è ancora nota la posizione della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali.

Le rivendicazioni di Vaud e Zurigo volte a ottenere maggiori finanziamenti sono sostenute da PLR e PPD. Quest'ultimo partito si chiede se non sia il caso di prorogare oltre i sette anni le indennità forfettarie globali. Per il PLR la Confederazione dovrebbe pagare per dieci anni le spese di tutti i rifugiati riconosciuti o la cui procedura è in corso. Il partito ha inoltrato presentato una mozione in tal senso. L'UDC, il cui cavallo di battaglia è proprio l'asilo, non si esprime in proposito.

A sinistra il PS propone di far dipendere il pagamento delle spese forfettarie da un maggiore impegno dei Cantoni nel campo dell'integrazione dei rifugiati, e dello stesso parere è l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR). Quest'ultima chiede anche che le somme forfettarie per i giovani non si fermino dopo il settimo anno, ma siano limitate a 25 anni, così verrebbe esaudita la richiesta dei Cantoni di ricevere più fondi.

SDA-ATS

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