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Il premier israeliano Benyamin Netanyahu (foto d'archivio).

KEYSTONE/EPA/YOAN VALAT

(sda-ats)

Oltre 3000 nuove case in Cisgiordania: non solo nel blocco storico degli insediamenti, ma anche nei più isolati e in quello ebraico di Hebron dove non si costruiva da tempo.

Un piano - riferito dalla Radio Militare e che sarà varato nel suo complesso dalla Commissione di programmazione civile in programma la prossima settimana - che avrebbe, secondo Ynet News, l'avallo di principio della nuova amministrazione Usa guidata dal presidente Donald Trump, in base ad un accordo che scadenza gli annunci di nuove case ogni 3/4 mesi e non più ogni poche settimane.

In ogni caso la mossa, approvata dal premier Benyamin Netanyahu, riapre la questione delle costruzioni nei Territori che da tempo era stata in qualche mondo congelata. "C'è stato un lungo periodo di raffreddamento durante l'epoca di Obama e - ha spiegato una fonte del governo israeliano, riferita da Ynet News - siamo stati colpiti da condanne ad ogni costruzione negli insediamenti". "Dopo l'entrata in carica di Trump - ha aggiunto - Israele e la nuova amministrazione Usa hanno stabilito criteri chiari per le costruzioni a cui gli americani non si opponevano e tra queste l'abolizione della distinzione tra blocco di insediamenti e insediamenti isolati". "Inoltre - ha concluso -, è stato chiarito che gli Usa non considerano più gli insediamenti un ostacolo alla pace".

Ma la decisione - che Netanyahu aveva preannunciato nelle settimane scorse varie volte - non ha lasciato del tutto soddisfatti i rappresentati dei Consigli dei Coloni: quelli locali si sono espressi a favore, mentre ad esempio Yossi Dagan, capo del Consiglio di Giudea e Samaria (Cisgiordania) si è espresso contro. "I rapporti sull'approvazione", ha spiegato, "non sono notizie per l'impresa collettiva degli insediamenti" quanto piuttosto "per i media". Un intervento che non è piaciuto ad una fonte del governo che ha ribattuto sostenendo che Dagan "è un provocatore che ama protestare senza tenere conto del quadro più grande".

Del gruppo complessivo di costruzione delle nuove unità abitative, 300 sono a Beit El, 206 a Tekoa, 158 a Kfar Etzion, 129 a Avnei Hefetz, 102 a Negohot, 97 a Rehelim e 48 a Maale Mikhmas. Previste anche 30 case nell'insediamento ebraico di Hebron.

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SDA-ATS