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BERNA - Il Partito liberale radicale (PLR) vuole intervenire a difesa della piazza finanziaria elvetica, ma bisogna farlo a monte, agendo invece che reagendo. Partendo da questa considerazione, è necessaria una strategia di "denaro pulito", in collaborazione con l'OCSE, e la proposta ai Paesi vicini di un'imposta liberatoria. Sul piano interno occorre inoltre fissare entro la fine del 2011 una chiara distinzione tra frode ed evasione fiscale, introducendo la nozione di "sottrazione fiscale aggravata".
Sono questi gli assi portanti della strategia PLR illustrata oggi a Berna ai media e sulla quale i delegati del partito dovranno esprimersi il 24 aprile, in occasione della loro assemblea.
La Svizzera, sul piano internazionale, deve rifiutare qualsiasi denaro "in nero": in cambio essa avrebbe libero accesso ai mercati vicini e beneficerebbe di un'amnistia per il passato. Gli accordi con l'UE sulla fiscalità del risparmio devono essere rinegoziati.
Con l'imposta liberatoria, le banche preleverebbero una trattenuta alla fonte su tutti i redditi generati dalla sostanza. Gli introiti verrebbero girati all'Amministrazione federale delle contribuzioni, che li riverserebbe a sua volta alle autorità fiscali del paese d'origine del cliente, senza rivelare il nome di quest'ultimo.
Il PLR ribadisce anche la propria volontà di sopprimere il dazio doganale e appoggia la soluzione dei pagamenti forfettari fiscali avanzata dalla Conferenza dei direttori cantonali delle finanze; propugna inoltre pene più severe nel caso di furto di dati e di spionaggio industriale, così come un rafforzamento della FINMA, l'autorità di sorveglianza sui mercati finanziari.

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SDA-ATS