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Pil svizzero: meno ottimismo

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2011 - 17:24
(Keystone-ATS)

Dopo Credit Suisse e BAKBASEL, anche UBS e gli esperti interrogati dal KOF hanno rivisto al ribasso le previsioni congiunturali per il 2012. Gli specialisti della grande banca si aspettano ora una crescita per il prodotto interno lordo (Pil) elvetico dell'1,3%, contro il 2,2% anticipato in precedenza. Quelli consultati dall'istituto di ricerca zurighese puntano pure su un tasso di espansione dell'1,3% l'anno prossimo, contro un +1,9% indicato prima.

Per quest'anno le previsioni dei 20 specialisti interrogati dal Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo nell'ambito del Consensus Forcast sono state portate a +1,9% dalla media precedente del 2,2%, si legge in una nota diffusa oggi.

Per l'anno in corso, il numero uno bancario elvetico ha riveduto le aspettative dal 2,7% al 2,0%. Secondo un comunicato di oggi, l'UBS prevede anche un rincaro dello 0,3% per il 2011 e dell'1,1% per il 2012. Ma la politica monetaria espansionistica e gli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS) rischiano di far salire l'inflazione a più lungo termine, osserva la banca. Per quanto riguarda il mercato dell'impiego, ipotizza una stabilizzazione del tasso di disoccupazione attorno al 3%.

Questa revisione delle cifre non impedisce agli esperti della banca di rimanere ottimisti. L'UBS ha sottolineato che l'economia elvetica continua a rimanere in condizioni migliori rispetto alla maggior parte dei paesi occidentali.

Gli accordi bilaterali e l'immigrazione sono la ragione principale della posizione invidiabile della Svizzera, secondo l'UBS. Le economie domestiche, le imprese e il settore pubblico del paese presentano d'altro canto finanze in salute decisamente migliori rispetto a quelle di numerosi paesi fortemente indebitati.

"La divergenza crescente tra la quota del debito pubblico in Svizzera e quella di altri paesi industrializzati occidentali aumenta l'attrattiva della Confederazione come piazza economica e agisce come una calamita sulle imprese estere e i lavoratori qualificati", si legge nel comunicato della banca.

Dall'inchiesta trimestrale effettuata dal KOF è emerso un minore ottimismo in particolare per quanto riguarda le esportazioni. Saranno ancora in crescita ma a tassi più contenuti: +2,1% (+4,1%) l'anno prossimo, +3,4% (+4,4%) quest'anno.

Gli esperti consultati dal Centro di ricerca si attendono un tasso di disoccupazione del 3,2% nel 2012 (2,9%) e del 3,1% nel 2011 (3,2%). Infine le previsioni sull'inflazione sono allo 0,9% (1,4%) per l'anno venturo e allo 0,6% (1%) per quest'anno.

Va notato che l'aggiornamento delle previsioni - sottolinea il KOF - è stato fatto prima della decisione della Banca nazionale svizzera (BNS) di fissare a 1,20 franchi la soglia minima del cambio dell'euro.

Ieri il Credit Suisse e l'istituto BAKBASEL avevano ridotto le loro anticipazioni per il 2012, ma presentato cifre ampiamente divergenti. Il Credit Suisse per l'anno venturo si attende ancora un Pil in espansione del 2%, contro il 2,2% espresso in passato, L'istituto basilese invece ha tagliato i pronostici dal +1,8% a +0,8%. Unanimità invece per quanto riguarda quest'anno: entrambi gli istituti prevedono un incremento dell'1,9%. Il Credit Suisse ha ribadito le attese precedenti, mentre BAKBASEL ha riveduto verso il basso le previsioni per l'anno corrente, dal precedente +2,2%.

I quattro istituti sono i primi a fornire un aggiornamento delle loro previsioni dopo la pubblicazione da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) dell'evoluzione del Pil nel secondo trimestre, periodo in cui è progredito dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi dell'anno e del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2010.

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