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Nel 2015 il pil svizzero è aumentato dello 0,8%, secondo stime dell'Ufficio federale di statistica (UST), che usa un diverso metodo di calcolo rispetto alla Segreteria di stato dell'economia (SECO), giunta a un dato del +0,9%.

Nel 2014 la progressione era stata del 2,0%. La crescita moderata è in linea con il difficile contesto monetario, si legge in un comunicato odierno dell'UST, che rende nota la statistica dei conti nazionali. Il prodotto interno lordo (Pil) a prezzi correnti è salito dello 0,3% (+1,4% nel 2014).

Il reddito nazionale lordo (RNL) a prezzi correnti registra d'altro canto un aumento dell'1,6%, a seguito del miglioramento del saldo della bilancia dei redditi con l'estero.

Il saldo della bilancia commerciale è sceso del 3,4%. La flessione è dovuta alla forte diminuzione della bilancia dei servizi, con le importazioni che sono aumentate nettamente più delle esportazioni (+9,0% contro +1,6%). Le spese turistiche all'estero da parte dei residenti svizzeri sono salite considerevolmente, come pure le importazioni di servizi alle imprese e di servizi di telecomunicazione, informatici e d'informazione.

Il saldo della bilancia dei beni ha fatto un balzo dell'8,2%. Questa crescita è riconducibile ad un più marcato dinamismo delle esportazioni (+1,9%) rispetto a quello delle importazioni (+0,3%). L'aumento dell'export è imputabile principalmente al commercio di transito e all'industria farmaceutica.

Per il secondo anno consecutivo la spesa per consumi delle economie domestiche, che rappresenta circa il 55% del Pil, registra un aumento moderato dell'1,1% (2014: +1,2%). Nonostante una leggera schiarita alla fine dell'anno, il clima dei consumi nel 2015 è rimasto caratterizzato da sfiducia, dovuta alle preoccupazioni riguardo all'evoluzione del mercato del lavoro e al pessimismo nei confronti della futura evoluzione congiunturale.

Dopo una netta ripresa nel 2014, la crescita degli investimenti è rallentata (+1,6%). Entrambe le componenti degli investimenti registrano un rallentamento, con un aumento del 2,2% nelle costruzioni - che da vari anni avevano registrato tassi di crescita superiori al 3% - e dell'1,3% per i beni d'equipaggiamento (2014: 2,6%).

Dopo la sostenuta crescita nel 2014, l'industria manifatturiera subisce il contraccolpo dell'abbandono della soglia minima euro/franco, registrando un leggero calo del valore aggiunto (-0,9%). L'UST sottolinea però che la situazione è molto eterogenea a livello dei rami d'attività e che l'industria farmaceutica, ad esempio, registra una forte crescita.

Il valore aggiunto dei servizi presenta invece un aumento moderato. Il commercio all'ingrosso - sostenuto dal commercio di transito - e rami importanti orientati al mercato interno (sanità, attività sociali, ecc.) hanno presentato un'evoluzione positiva. Il ramo alberghiero e della ristorazione, invece, attesta un risultato negativo (-3,0%).

Dopo un rallentamento della crescita nel 2014, il settore finanziario registra un calo dell'1,7% dovuto agli scarsi risultati del settore bancario, mentre le assicurazioni presentano una forte crescita.

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SDA-ATS