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BOGOTÀ - Le piogge senza precedenti che hanno colpito la Colombia nel 2010 hanno ucciso 310 persone e lasciato oltre due milioni di persone senza casa, secondo un bilancio annuale diffuso da fonti ufficiali.
"Trecentodieci persone sono rimaste uccise, 292 ferite e 62 sono date per disperse", ha annunciato il vicedirettore della Croce Rossa colombiana, Jorge Nova. Il ministero dell'Interno, da parte sua, ha ricordato che 2,2 milioni di persone hanno subito danni in varie parti del Paese, la maggior parte delle quali per eventi legati a inondazioni, smottamenti e tempeste. La Colombia conta normalmente due stagioni delle piogge, tra marzo e giugno e tra settembre e novembre.Nel 2010, tuttavia, sono state di una intensità senza precedenti, a causa, secondo i meteorologi, del fenomeno climatico detto La Nina, che ha prodotto un raffreddamento di alcuni settori del Pacifico, responsabile di precipitazioni non abituali.
Il governo colombiano, che dal novembre scorso chiede aiuto alla comunità internazionale, stima che i danni prodotti dal fenomeno ammontino a circa cinque miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, è stata annunciata la messa in vendita del 10 per cento delle sue azioni della società Ecopetrol per poter far fronte a questa catastrofe.
Inondazioni stanno colpendo in questi giorni anche il nordest dell'Australia, dove stanotte c'è stata una vittima. Le persone colpite dalle ultime inondazioni nel Queensland sarebbero già 200 mila.

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SDA-ATS