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ISLAMABAD - Piogge battenti flagellano da una settimana vari paesi dell'Asia meridionale, creando gravi disagi in Afghanistan, ma soprattutto il Pakistan, dove si segnalano molte centinaia di morti e danni materiali incalcolabili.
Secondo le ultime cifre disponibili, oltre 90 persone sono morte negli ultimi giorni nelle province afghane di Parwan, Laghman, Kapisa e Khost, spingendo il governo del presidente Hamid Karzai a chiedere l'intervento dell'esercito per soccorrere moltissime famiglie in difficoltà.
Ma ben più grave è l'emergenza che l'ondata di maltempo ha causato nel nord-ovest pachistano, dove la provincia di Khyber-Pakhtunkhwa è stremata e dove oggi il locale ministro dell'Informazione, Mian Iftikhar Hussain, ha parlato della "più grave calamità naturale nella storia della nostra provincia". Aggiungendo che "il bilancio complessivo delle vittime delle inondazioni ha superato quota 800".
Il governo di Islamabad ha mobilitato la protezione civile e le forze armate, ma sembra impotente a far fronte alle richieste della popolazione in difficoltà che provengono dalle province di Khyber-Pakhtunkhwa, Punjab e Baluchistan, dove non si contano più i fiumi straripati, i ponti abbattuti dalle piene e le vie di comunicazioni interrotte.
Con telecamere a bordo di elicotteri, le tv locali hanno proposto immagini forti dell'accaduto: persone aggrappate a rami che cercano di resistere alla furia delle acque, padri con figli sulle spalle che attraversano a fatica strade diventate fiumi, intere famiglie che bivaccano sui tetti delle case in attesa di aiuti che ritardano. E poi campi inondati, bestiame alla deriva e soccorritori che lottano contro l'inclemenza atmosferica con i pochi mezzi a loro disposizione.
I media confermano che esistono centri abitati isolati dove non sono giunti i soccorsi. Fra questi Shogran, Kaghan e Naran. Il fiume Khunar ha travolto un ponte isolando migliaia di turisti di cui si è occupato in persona il presidente Asif Ali Zardari, ordinando al ministro dell'Interno Rehman Malik di fare di tutto per riportarli a casa.
A dare risalto internazionale al dramma pachistano ha contribuito a New York l'Ufficio dell'Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) che, citando l'organismo pachistano di gestione dei disastri naturali, ha parlato di "un milione di persone danneggiate in varia misura".

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SDA-ATS