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TEL AVIV - Provvedimenti disciplinari sono stati adottati dall'esercito israeliano nei confronti di tre alti ufficiali che un anno fa, nel contesto della Operazione Piombo Fuso lanciata a Gaza contro Hamas, ordinarono il ricorso a proiettili di artiglieria vietati in zone fittamente popolate. Lo riferisce oggi con grande evidenza la stampa israeliana, citando un rapporto dettagliato inoltrato alcuni giorni fa all'Onu da Israele.
In questo rapporto i nomi dei due alti ufficiali non sono precisati. Ma la stampa precisa che si tratta del generale Eyal Eisenberg e del colonnello Ilan Malca, comandante di un reggimento di fanteria. Il comandante della regione militare meridionale, generale Yoav Galant, ha anche adottato provvedimenti disciplinari nei confronti di un terzo ufficiale, un colonnello la cui identità non è stata per ora resa nota.
All'origine di queste sanzioni vi sono le operazioni avvenute verso la fine del conflitto nel rione di Tel al-Hawa, a Gaza, dove gli alti ufficiali ordinarono all' artiglieria di creare una fitta cortina fumogena allo scopo di proteggere le forze israeliane. In quell'occasione, nota il quotidiano Haaretz, fu fatto ricorso anche a proiettili al fosforo in prossimità di un edificio dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. Nell'episodio, secondo Israele, non ci furono vittime.
Obiettivo del rapporto inoltrato alle Nazioni Unite, spiega la stampa locale, è di contrastare l'impatto del Rapporto Goldstone - che accusa Israele di essersi macchiato di crimini di guerra - e di dimostrare la incisività delle inchieste interne condotte dallo stesso esercito israeliano.

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SDA-ATS