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Reeva Steenkamp la notte del 14 febbraio 2013 voleva lasciare la casa di Oscar Pistorius dopo una lite e l'atleta l'ha uccisa: ne è convinto il pm Gerrie Nel, secondo il quale Pistorius sta fornendo alla Corte una versione degli eventi "falsa".

Continua così il controinterrogatorio davanti a tribunale di Pretoria all'uomo accusato di avere ucciso la giovane top model Reeva Steenkamp la notte di San Valentino dell'anno scorso. Pistorius ha sempre sostenuto di avere sparato perché credeva che un ladro si fosse intrufolato nell'abitazione dalla finestra del bagno e oggi ha raccontato che, prima di sparare, ha gridato: "Esci dalla mia cazzo di casa!".

Ma la versione dell'atleta olimpico continua a non convincere Nel, che anche oggi ha aumentato la pressione sull'imputato, dicendogli senza mezzi termini: lei sta "manipolando le prove", "la sua versione degli eventi è falsa".

Pistorius è stato accolto questa mattina da un gruppo di sostenitori con palloncini bianchi e fogli con la scritta: 'Ozzy ti amiamo e preghiamo per tè, ma in aula c'era ad aspettarlo Gerrie Nel, che non gli ha dato tregua. Il pm non ha dubbi: Steenkamp è stata uccisa dopo una lite perché voleva andarsene dalla casa di Pistorius.

Steenkamp "voleva andarsene e voi non dormivate, eravate entrambi svegli e c'è stata una lite", lo ha incalzato Nel, che per tutta la durata dell'interrogatorio si è concentrato sui punti più deboli - a suo parere - della testimonianza dell'imputato.

Come l'orario dell'ultimo pasto della donna, uccisa nelle ore piccole del 14 febbraio: Pistorius sostiene che i due hanno cenato insieme alle 19:00, ma l'autopsia indica che in realtà la donna ha mangiato per l'ultima volta due ore prima di morire.

SDA-ATS