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PLR scende in trincea per difendere suoi seggi, UDC lo sostiene

Non toccate i miei consiglieri federali. KEYSTONE/MARCEL BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2019 - 19:49
(Keystone-ATS)

Il PLR scende in trincea per i difendere i suoi due consiglieri federali e incassa il sostegno pieno dell'UDC, che non ritiene necessario cambiare ora la composizione del governo.

"A nostro giudizio non c'è alcun motivo per non rieleggere un membro del governo nell'attuale situazione", ha affermato il capogruppo PLR Beat Walti in una conferenza stampa a Palazzo federale, al termine della riunione dei parlamentari del partito. "Non ha senso gettare alle ortiche un sistema che funziona", ha aggiunto il consigliere nazionale zurighese. "Non vogliamo una Svizzera con i consiglieri federali in permanente campagna elettorale, non è il nostro modello".

Il partito sostiene quindi non solo i suoi due rappresentanti, Ignazio Cassis e Karin Keller-Sutter, bensì anche gli altri cinque membri dell'esecutivo uscenti: lo ha deciso il gruppo all'unanimità. E all'indirizzo dei Verdi, che oggi hanno fatto sapere che, con la candidata unica Regula Rytz, attaccheranno il primo PLR che si presenterà davanti all'assemblea federale (cioè, per ordine di anzianità, Cassis), lasciando poi allo stesso PLR decidere come agire, Walti ha detto che "la fanno troppo facile". La Costituzione prevede che le diverse regioni e componenti linguistiche del paese siano equamente rappresentate, ha ricordato. Estromettere Cassis, in carica da metà legislatura, significherebbe togliere la componente italofona, mentre non rieleggere Keller-Sutter vorrebbe dire tornare a togliere alla Svizzera orientale una rappresentanza nell'esecutivo che non aveva più da tempo.

Secondo la presidente PLR Petra Gössi, non può essere che dopo ciascuna elezione si usi una formula matematica di calcolo della rappresentanza partitica in seno al governo: se si facesse in tal modo vi sarebbero cambiamenti dopo ogni elezione e i consiglieri federali sarebbero in una permanente campagna elettorale che nessuno auspica. Per far sì che il governo sia specchio fedele della volontà popolare dovrebbe essere eletto direttamente dal popolo: ma questo è stato rifiutato dallo stesso sovrano. Gössi ha anche sostenuto che i due liberali radicali nella stanza dei bottoni hanno svolto un ottimo lavoro: non avrebbe quindi senso sostituirli.

La posizione del PLR ha ricevuto il sostegno dell'UDC, che ha fatto sapere di non voler nessun cambiamento della composizione partitica del Consiglio federale: la questione di una rappresentanza dei Verdi si porrà al più presto fra quattro anni, ha stabilito il gruppo parlamentare in una riunione.

"L'UDC sostiene la concordanza dei quattro attuali partiti di governo, a condizione che anche gli altri la rispettino", si legge in un comunicato diffuso al termine dell'incontro. Per i democentristi nello stabilire la composizione dell'esecutivo, oltre alla forza partitica, è necessario anche garantire una certa continuità. Inoltre la Costituzione richiede un'equa rappresentanza regionale. "Perciò l'attacco dei Verdi alla Svizzera italiana è incomprensibile".

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