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La situazione finanziaria delle piccole e medie imprese in Svizzera è stabile.

Keystone/DPA dpa/A3476/_OLIVER STRATMANN

(sda-ats)

La situazione finanziaria delle piccole e medie imprese (PMI) in Svizzera è stabile e anche per il prossimo futuro non c'è da temere: lo dice un sondaggio svolto nel novembre 2016 su un campione rappresentativo di 1922 imprese.

Il mercato dei crediti per queste PMI funziona, fa sapere la SECO. Circa due terzi delle imprese - rende noto la Segreteria di Stato dell'economia - continuano a finanziarsi esclusivamente mediante capitale proprio. Il 38% delle PMI si avvale anche di capitale di terzi, soprattutto sotto forma di ipoteche, crediti di conto corrente, mutui e leasing. Il 32% ricorre a finanziamenti bancari che, nonostante la tendenza a una perdita di importanza degli intermediari finanziari, rimangono la principale forma di finanziamento. Soltanto il 6% delle richieste di credito è stato respinto.

La quota di PMI che utilizza i finanziamenti bancari aumenta con l'età delle aziende: si tratta di una tendenza evidente soprattutto nel caso delle microimprese. In Svizzera, alla fine del 2016 il mercato dei crediti bancari destinati alle PMI aveva raggiunto un volume di 295 miliardi di franchi; per due terzi concerneva microimprese con meno di dieci dipendenti.

Per quanto concerne i rapporti con le banche, emerge una sostanziale soddisfazione: soltanto il 2% delle aziende ha cambiato banca durante lo scorso anno. Altro dato: la situazione straordinaria creatasi negli scorsi anni con l'introduzione dei tassi d'interesse negativi e l'abbandono del cambio minimo con l'euro non ha avuto ripercussioni negative sulla situazione finanziaria e non ha limitato gli investimenti. In effetti soltanto il 5% circa delle imprese intervistate paga tassi d'interesse negativi.

I risultati del sondaggio mostrano che complessivamente la situazione finanziaria delle PMI svizzere non è peggiorata rispetto all'inchiesta precedente, svolta nel 2012.

SDA-ATS