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GINEVRA - Rimango legato alla Svizzera da sentimenti di amicizia e tornerò a Gstaad (BE): lo ha detto Roman Polanski in un'intervista diffusa dai telegiornali SRG SSR. È stato il primo intervento pubblico dopo che lunedì il regista franco-polacco era stato liberato dagli arresti domiciliari in seguito al rifiuto dell'estradizione verso gli Stati Uniti.
Il cineasta ha ringraziato sua moglie, Emmanuelle Seigner, e i suoi figli: "senza di loro non sarei riuscito a mantenere la mia dignità e la mia perseveranza", ha detto. Polanski ha anche reso omaggio alle migliaia di persone che l'hanno sostenuto durante "nove lunghi mesi", in particolare gli abitanti di Gstaad, che gli hanno portato fiori e bottiglie di vino.
È stato il figlio Elvis che ha avuto il privilegio di levargli il braccialetto elettronico che lo teneva prigioniero, ha aggiunto. Una fuga dallo chalet sarebbe stata possibile, ma Polanski non ci ha mai pensato. E non ha nemmeno chiesto un trattamento di favore in quanto artista di fama.
Il 76enne si è poi detto "felice di essere libero". Stasera può assistere al concerto della moglie, nell'ambito del festival jazz di Montreux, e in precedenza si era recato nello chalet del fondatore della manifestazione, Claude Nobs.

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SDA-ATS