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Polemica su aumento stipendi governo belga, Di Rupo nega

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2012 - 18:12
(Keystone-ATS)

I costi della politica creano polemiche anche in Belgio: la stampa riferisce di un aumento dei salari dei ministri dell'8% nel 2012, nonostante la crisi, ma il premier socialista Elio di Rupo si affretta a smentire, confermando l'impegno di tagliarli del 5% che era stato preso durante i lunghi negoziati per la formazione dell'esecutivo.

A lanciare l'allarme è stato il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad, secondo il quale il salario del premier e quello dei vice premier passerà da 224.000 a 248.000 euro l'anno e quello degli altri ministri da 220.000 a 238.000 euro, con aumenti medi dell'8%. La notizia ha fatto scalpore perchè arrivata in un momento in cui il Belgio deve far fronte alla richiesta della Commissione Ue di tagliare le spese pubbliche previste per tenere sotto la soglia del 3% il rapporto deficit/Pil del 2012. Ma a smentirla, ci ha pensato direttamente il premier che, in una nota stampa, ha confermato l'impegno di tagliare il suo stipendio, e quello dei colleghi, del 5%.

"È ovvio che queste misure saranno integralmente applicate. Non può essere altrimenti!", ha dichiarato Di Rupo. "È imperativo che i membri del governo e le equipe dei ministeri, come gli altri cittadini, partecipino agli sforzi di consolidamento di bilancio per raddrizzare le finanze del paese", ha motivato il leader socialista. L'accordo sulla riduzione del 5% degli stipendi si tradurrà, secondo i calcoli del ministro al bilancio Olivier Chastel, in circa 10 mila euro in meno per anno.

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