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Polemica su Kanye West, espressioni volgari in Studio Ovale

Il rapper Kanye West, dichiarato sostenitore del presidente Donald Trump.

KEYSTONE/AP/EVAN VUCCI

(sda-ats)

"Il presidente Trump non avrebbe mai immaginato di avere un pazzo figlio di puttana come me come suo sostenitore": così parlò Kanye West, non nuovo ad un linguaggio da rapper e ad infervorarsi a favore del tycoon.

Peccato che stavolta le sue espressioni, a dir poco colorite, le abbia pronunciate nello Studio Ovale della Casa Bianca, proprio davanti al Commander in chief che lo ha ricevuto con tutti gli onori e davanti alle telecamere che hanno mandato in onda il turpiloquio con tanto di 'bip' per coprire le frasi incriminate.

West, infrangendo più di un tabù e forse imbarazzando anche lo stesso tycoon, ha messo in scena uno show davanti ai giornalisti incurante - affermano alcuni osservatori - della sacralità del luogo in cui si trovava.

"Ci vogliono le palle per portare un cappellino con la scritta 'Make America Great Again'", ha affermato il marito della popolare star dei reality Kim Kardashian, in quella che molti media hanno descritto come una scena surreale, con l'artista più volte sospettato di soffrire di un disordine bipolare seduto di fronte al presidente a quella scrivania che - sottolineano alcuni sui social media - fu di George Washington e Abramo Lincoln.

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