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LUCERNA - I poliziotti non intendono più servire da "capro espiatorio" per le mancanze dei politici e pagare le conseguenze di misure di risparmio sconsiderate. Gli oltre 180 delegati della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), riuniti ieri e oggi in assemblea a Lucerna, hanno approvato una risoluzione che chiede di combattere la violenza contro la polizia, di ovviare alle carenze di organico, oltre a indennità più elevate per gli impieghi speciali, ad aumenti salariali e a una maggiore flessibilità nel pensionamento anticipato.
Le lacune in questi ambiti hanno reso la professione di poliziotto meno attrattiva. Molti corpi di polizia faticano a reclutare personale appropriato e, al contempo, cresce l'insoddisfazione di molti agenti che si sentono sfruttati e abbandonati a se stessi.
"I nostri membri s'impegnano 24 ore su 24 a favore della sicurezza della popolazione. Chiediamo pertanto condizioni di servizio e salariali corrette, un disciplinamento delle ore straordinarie praticabile, una norma migliore per le vacanze e una maggiore flessibilità in tutto il Paese a favore di un pensionamento anticipato senza per questo dover subire perdite finanziarie", scrive la FSFP in un comunicato odierno.
Negli ultimi anni gli episodi di violenza nei confronti della polizia sono notevolmente aumentati. Le cifre sono preoccupanti secondo la FSFP: lo scorso anno in media ogni giorno da sei a sette agenti sono rimasti vittime di atti di violenza e di minacce. La Federazione, che ha già trasmesso lo scorso ottobre una petizione su questo tema, chiede ora ai politici di cercare possibili soluzioni al problema e di smetterla di minimizzare questi attacchi.

SDA-ATS