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VARSAVIA - E' salito a 15 morti il bilancio delle alluvioni che colpiscono la Polonia da oltre una settimana provocando danni stimati in oltre due miliardi di euro. Lungo i fiumi Vistola e Oder che attraversano il Paese migliaia di persone sono state evacuate e l'acqua ha fatto devastazioni. Nella regione di Tarnobrzeg, Polonia centrale, sono stati allagati dalla Vistola 120 km quadrati di terreno, 9.000 gli abitanti evacuati.
Da ieri il pericolo maggiore riguarda la città di Plock, sempre sulla Vistola, dove ha la sede una grande raffineria di petrolio. Ieri l'acqua alta ha rotto gli argini a Swiniary, circa 20 km da Plock e tutta la popolazione, detenuti compresi, é impegnata a contrastare le inondazioni. Circa 4.000 le persone evacuate. All'operazione prendono parte cinque elicotteri militari che aiutano anche a trasportare i materiali per gli sbarramenti contro l'acqua.
Secondo il ministro degli interni Jerzy Miller, "la situazione è più grave di quanto si prevedesse". Il ministro ha precisato che il pericolo sulla Vistola deriva dal fatto che l'acqua è alta da sei giorni e minaccia la tenuta degli argini. Per questo a Varsavia è bloccata da ieri una strada lunga dieci km che passa vicino al fiume. Fino a domani resteranno chiusi nella capitale gli asili e le scuole di alcune zone.
Difficile anche la situazione sull'Oder che sabato scorso ha allagato un quartiere di Breslavia. L'attenzione si sposta verso il centro ovest del Paese e località come Glogow dove il fiume minaccia anche una Casa di cura aperta sette anni fa dai Silenziosi operai della croce, un'associazione religiosa italiana. Stato di allerta anche nella regione di Poznan per il fiume Warta.

SDA-ATS